150 miliardi di euro per l’Europa digitale, ecco il piano per la ripartenza

150 miliardi di euro per l’Europa digitale, ecco il piano per la ripartenza

La Presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, ha tenuto ieri il suo discorso sullo stato Unione di fronte al Parlamento Europeo. Il punto nodale non poteva che essere il piano per la ripartenza dell’Europa duramente provata dalla pandemia. Lo strumento per farlo passa per il Recovery Fund, il fondo da 750 miliardi di euro che sosterrà l’economia europea e quella delle nazioni più colpite dall’emergenza sanitaria.

La Von der Leyen ha illustrato come verranno usati questi fondi, e una fetta rilevante è destinata al rilancio degli investimenti sul digitale: si tratta di un quinto del Recovery Fund, vale a dire 150 miliardi di euro. Questo sarà il decennio dell’Europa digitale, ha sottolineato la numero uno della Commissione, aggiungendo:

Abbiamo bisogno di un piano comune per l’Europa digitale con obiettivi chiari e definiti per il 2030, ad esempio relativi alla connettività, alle competenze digitali e dell’amministrazione pubblica. E abbiamo bisogno di seguire dei principi chiari: il diritto alla privacy e alla connettività, la libertà di espressione, il libero flusso dei dati e la cybersicurezza.

Sono tre i punti principali evidenziati nel discorso della Presidente e coinvolgono tecnologie emergenti, così come i rapporti con i colossi del web.

DATI INDUSTRIALI

L’aspetto centrale dell’intervento riguarda l’accento posto sulla creazione di un’infrastruttura europea per il cloud computing, la piattaforma GaiaX che avrà il compito di ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme americane (Amazon, Microsoft e Google, IBM) e asiatiche (Alibaba). La Presidente ha sottolineato:

nella gestione dei big data – di aziende e consumatori – l’Europa è stata troppo lenta e ora dipende da altri. Questo non può avvenire con i dati industriali […] la realtà è che l’80% dei dati industriali vengono raccolti e mai utilizzati.

Raccogliere e (soprattutto) elaborare in Europa i dati industriali viene considerato un elemento determinante per attuare un’economia europea basata sui dati stessi, che diventano così il motore propulsivo dell’innovazione e della creazione di nuovi posti di lavoro.

TECNOLOGIA

Tecnologia e in particolar modo intelligenza artificiale: l’IA è ritenuta una risorsa importante per le attività produttive, la medicina e il settore automobilistico ma ha bisogno di regole: vogliamo creare un insieme di regole che pongono l’individuo al centro, dice la Presidente, anticipando che il prossimo anno la Commissione presenterà una proposta di legge con lo scopo di impedire che gli algoritmi dedicati alla gestione dell’IA siano una scatola nera i cui principi di funzionamento restano inaccessibili.

In particolare la proposta riguarderà la creazione di un’identità digitale europea che darà ai cittadini il pieno controllo dei dati che condividono (ora non sempre consapevolmente) con i fornitori di servizi digitali – in particolare quali dati vengono forniti e per quali scopi vengono utilizzati.

INFRASTRUTTURE

​Primo obiettivo estendere l’accesso alla Rete con connessioni a banda ultralarga, partendo dalla premessa che allo stato attuale il 40% di chi vive in zone rurali non ha questa possibilità. Parte dei fondi saranno quindi destinati all’espansione delle reti 5G, al 6G che in Asia ha già i suoi progetti pilota, alle infrastrutture in fibra ottica, e per garantire la sicurezza delle reti.

Ma l’Europa vuole anche mostrare i muscoli nel settore dei supercomputer, come testimoniano gli 8 miliardi di euro stanziati per la creazione della prossima generazione. La Commissione infine auspica che l’industria europea sviluppi un microprocessore di nuova generazione che consentirà di gestire i crescenti volumi di dati con maggiore efficienza energetica e più sicurezza.


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