Addio a Costanza Afan de Rivera, erede e narratrice della saga dei Florio

Addio a Costanza Afan de Rivera, erede e narratrice della saga dei Florio

15 settembre 2020 – 20:46

Aveva 70 anni, di recente aveva scritto un libro su sua madre Giulia e si era battuta perché il celebre ritratto di sua nonna Franca, opera di Giovanni Boldini, restasse a Palermo.

di Ester Palma

Addio a Costanza Afan de Rivera, erede e narratrice della saga dei FlorioAddio a Costanza Afan de Rivera, erede e narratrice della saga dei Florio

Era una degli ultimi discendenti del mitici Florio, la famiglia palermitana, ma di origine calabrese, che ha fatto la storia del capoluogo siciliano negli ultimi due secoli. Costanza Afan de Rivera Costaguti, 70 anni, è morta nella sua casa in provincia di Viterbo dopo una lunga malattia. La nobildonna, figlia di Giulia Florio e del marchese Achille Belloso Afan De Rivera, e nipote di donna Franca e Ignazio Florio viveva quasi stabilmente a Palermo, tanto da avere ricevuto dal sindaco Leoluca Orlando la cittadinanza onoraria del capoluogo siciliano, cui era molto legata tanto da avere espresso il desiderio di essere sepolta nella tomba della famiglia materna, i Florio, al cimitero di Santa Maria di Gesù.

«Le famiglie vere sono come certe foreste, tanti alberi che in realtà sono un tutt’uno, polloni aggrappati a un medesimo ceppo d’origine immemore. Una segreta radice si estende sotterranea, genera e nutre figli distanti nello spazio, geneticamente identici. La morte del singolo perciò è solo apparenza, la sua linfa non cessa mai di scorrere e riaffiorerà inaspettatamente, prima o poi, nell’ininterrotto fluire del tempo. Così siamo noi, i Florio», aveva detto la Afan de Rivera proprio poche settimane prima di morire presentando il suo libro «L’ultima leonessa. La vita di Giulia Florio, mia madre´ edito da Sperling & Kupfer

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Costanza Afan de Rivera si era anche battuta tre anni fa, con un appello al Comune di Palermo, alla Regione Siciliana e al ministro Dario Franceschini affinché il celebre ritratto di donna Franca Florio di Giovanni Boldini, all’asta nell’ambito della liquidazione degli Hotel di Amt Real Estate, restasse a Palermo. Il dipinto fu esposto in una mostra dedicata al pittore ferrarese al Vittoriano di Roma, e poi venne acquistato per 1 milione e 133mila euro dai marchesi Marida e Annibale Berlingieri e si trova a palazzo Mazzarino di Palermo. E dei Florio diceva: «La mia famiglia ha sempre contribuito, orgogliosamente, al benessere della città di Palermo, sponsorizzando progetti e investendo i propri soldi. Erano imprenditori colti e soprattutto mecenati che amavano la propria terra».

Costanza era una dei quattro figli della coppia più celebrata della belle epoque italiana. Ha dedicato la sua vita a raccontare e far conoscere l’epopea dei Florio. Ricorda l’assessore alla Cultura della Regione siciliana, Alberto Samonà. «Nobildonna dei nostri tempi e palermitana d’adozione, è stata elegante e combattiva custode delle memorie familiari, ma anche appassionata lettrice dei nostri tempi.» «Vivrà per sempre nella memoria di chi ha avuto il privilegio di conoscerla e frequentarla» ha aggiunto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci: «Degna erede dei Florio, ha amato la Sicilia con la stessa struggente passione con la quale i suoi nonni materni la amarono l’Isola. E’ stata una donna dalla brillante intelligenza e dalla tempra d’acciaio, ha vissuto con entusiasmo sia l’impegno politico che quello sportivo. Ci mancherà la sua presenza, quando vedremo partire le auto impegnate nella Targa Florio, così come ci mancheranno i suoi racconti familiari. Ma Costanza resterà per sempre nei nostri cuori, testimone della Sicilia migliore». Cordoglio per la scomprdsa hanno espresso il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che ha ricordato la «donna impegnata, patriota e innamorata della sua terra».

Anche Stefania Auci, autrice del recente best seller «I Leoni di Sicilia», che racconta saga della grande famiglia siciliana , ricorda Costanza Afan de Rivera come «una donna impegnata contro la `damnatio memoriae´ che per anni ha gravato sulla casa senza però coltivarne un ricordo idealizzato. «Ho avuto modo di apprezzarla» dice all’AGI la Auci, «perché soprattutto dal punto di vista umano era una donna straordinaria». L’incontro tra la scrittrice e la nobildonna è avvenuto nel corso delle ricerche compiute per il romanzo. «Avevo cercato di incontrarla in varie occasioni e per caso ho scoperto che era su Facebook. È scattata una immediata simpatia e mi ha raccontato moltissimo cose sulla nonna, sul suo modo di essere e sul carattere. È stata di una grande generosità». Lo scopo della vita di Donna Costanza, ricorda la Auci, era «mantenere alto il nome della famiglia, sempre con equilibrio e dignità. Parlava dei Florio con grande lucidità, facendo notare come fosse l’ennesima occasione mancata per la Sicilia e per il territorio, ma anche tenendo conto delle personalità dei nonni, che si erano sposati giovanissimi e si erano trovati a gestire crisi e situazioni più grandi di loro».

15 settembre 2020 | 20:46

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