«Asporto: 50 centesimi» Lo scontrino della pizzeria che fa discutere

L'asporto costa un po', ma è ottimo.

L’asporto costa, ma è ottimo.

Notizia minimale, ma significativa. Il fattaccio accade qualche giorno fa in una pizzeria della provincia lombarda. Mercoledì 6 settembre, per la precisione. Un avventore ordina una pizza da asporto. Pizza “romana”. La paga, la prende e se la porta a casa. Tutto normale sino a quando non dà un’occhiata allo scontrino. C’è scritto: “Romana 6,50”. Ma subito sopra si legge: “Asporto 0,50”.
Ora, passi per la voce “coperto”, balzello presente anche quando ci fanno mangiare sul tavolo nudo. Ma lo 0,50 per l’asporto ha il sapore di una beffa.
Cosa diavolo si paga con quel mezzo euro? La scatola della pizza? Costa all’incirca 20 centesimi. Nessuno mai l’ha messa in conto. Figuriamoci al doppio del suo prezzo.
E allora? Allora, cari ristoratori, tantissimi di voi sono persone integerrime, che si immolano ogni santo giorno a un lavoro difficile non meno che faticoso. Ma ho l’impressione che – con il dramma sanitario e le sue conseguenze economiche – la banda dei disonesti stia infoltendo le sue fila. Sono quelli che non mettono la mascherina. Quelli che, tra un cliente e l’altro, rigirano la tovaglia, alla faccia della sanificazione. Quelli che, gradualmente, hanno abolito il distanziamento tra i tavoli, affollando sale e plateatici. Quelli che hanno innalzato i prezzi o inabissato la qualità. Quelli che non pagano fornitori e dipendenti.
E, lo scopriamo oggi, quelli che puniscono il cliente con la miserevole astuzia di un supplemento imprevisto e quasi invisibile.
Chissà domani cosa si inventeranno. Mi permetto di offrire qualche suggerimento:
– Pizza 6,50 euro, ingresso 2 euro
– Coperto 2,5 euro, sedia 3,50 euro
– Parmigiana 8 euro, consumo aria 1 euro



Fonte originale: Leggi ora la fonte

giornalissimo-redazione