Baby 3, la resa dei conti sulle note Achille Lauro

Baby 3, la resa dei conti sulle note Achille Lauro

ROMA – Non c’è niente che ti leghi a una persona più di un segreto. E la terza stagione di Baby, quella finale, ne svelerà parecchi: vedremo i giovani protagonisti fare i conti con le loro azioni, affrontando tra l’altro il processo, le diverse reazioni delle famiglie, tra cui troveremo chi farà di tutto per tendere una mano verso i propri figli e chi invece cercherà in ogni modo di salvare le apparenze.

Il teen drama italiano di Netflix, prodotto da Fabula Pictures, sarà reso disponibile a partire dal 16 settembre nei 190 paesi in cui il colosso streaming è attivo. Otto episodi da 40-50 minuti (ciascuna delle precedenti stagioni era composta da sei episodi dalla medesima durata), che chiuderanno la storia di Chiara (Benedetta Porcaroli) e Ludovica (Alice Pagani), ragazze adolescenti di Roma, che per una serie di motivi cominciano a prostituirsi, utilizzando nomi fittizi, rispettivamente Emma e Desirée. Nell’atto finale trovano compimento le reazioni dei genitori di Chiara e Ludovica. “Questo perché i genitori della prima, esposti politicamente, si ritrovano a dover lottare con un masso piovuto dal cielo completamente inaspettato”, spiega Galatea Ranzi (Elsa, la madre di Chiara). Ma viene da chiedersi, guardando alle precedenti stagioni, come ha fatto Simonetta, interpretata da Isabella Ferrari, che “non solo non ha fiatato” di fronte alle prove evidenti della prostituzione della figlia, ma ha finito per con l’accettare i suoi soldi. Una serie che affronta la crisi dell’adolescenza, quella della famiglia come istituzione, disgregata. Da Simonetta a Monica, la prof di ginnastica che ha una storia con un suo alunno (Claudia Pandolfi), da Arturo, il padre di Chiara (Massimo Poggio) a Elsa, la mamma, (Galatea Ranzi). Nessuno, in Baby, si può dire davvero un adulto meritevole. Lo confermano gli stessi attori protagonisti che non hanno nascosto il loro disagio di fronte a questi ruoli, loro stessi genitori, nella vita, “siamo stati anche figli, il dialogo è importante, se trovi una barriera devi cercare il modo di girarle intorno se non riesci ad abbatterla”, dice Pandolfi. “Non si può neanche giudicare”, aggiunge Ferrari, tutti abbiamo attraversato difficoltà, “ma chiudere gli occhi voltarsi dall’altra parte è peggio”.

La serie sulle note dell’inedito di Achille Lauro Maleducata, che farà parte della colonna sonora di Baby 3, così come il nuovo brano di Levante feat. Altarboy Vertigine che ha accompagnato il teaser della stagione finale della serie.

Liberamente ispirata allo scandalo dei Parioli, la serie ha utilizzato questo fatto di cronaca come pretesto per raccontare le vite di un gruppo di adolescenti romani e delle loro famiglie, sottolineando una difficoltà di comunicazione intergenerazionale, con i genitori che sembrano non riuscire a capire le problematiche dei figli, dimostrandosi incapaci nell’aiutarli. Ed è proprio nel grande finale di stagione che tutti i nodi verranno al pettine e ogni personaggio dovrà pagare per le conseguenze delle proprie azioni. Nell’ultima stagione, oltre a rivedere il cast storico, da Riccardo Mandolini a Lorenzo Zurzolo, da Brando Pacitto a Mirko Trovato, da Isabella Ferrari a Claudia Pandolfi, ci saranno delle new entry: Antonio Orlando sarà Pietro, Ludovico Succio Alessandro, mentre Anna Lou Castoldi, figlia di Morgan e Asia Argento, darà il volto ad Aurora. “L’abbiamo scelta dopo un provino: è una ragazza dolce, ma anche professionalmente preparata, adatta ad affiancare Damiano”, dice la regista Letizia Lamartire.

Ma ci sarà anche una novità per la regia. Accanto ad Andrea De Sica e alla Lamartire, c’è stato il debutto dietro alla macchina da presa di Antonio Le Fosse del Collettivo GRAMS, formato insieme a lui da Re Salvador, Eleonora Trucchi, Marco Raspanti e Giacomo Mazzariol, che ha creato la serie e scritto le sceneggiature di tutte e tre le stagioni. Sottolinea Andrea De Sica: “Questa è una serie che non ha vittime o carnefici, che non vuole dare alla fine una lezione morale, o una chiave di lettura psicologica, ma si limita raccontare una storia o delle storie. Non voglio certo affrontare il tema della sessualizzazione del corpo femminile, non mi appartiene, non fa parte delle mie competenze, le protagoniste arriveranno da sole a una consapevolezza di loro stesse anche perché sono maturate da sole”. “A differenza di altre serie teen, noi raccontiamo anche l’aspetto della famiglia, in modo originale e moderno”, sottolinea il produttore Nicola De Angelis (Fabula Pictures). La cronaca viene affrontata in maniera più credibile.

Benedetta Porcaroli aggiunge: “Nonostante lavori precedenti tra cinema e tv, Baby mi ha dato la possibilità di essere conosciuta in tutto il mondo e di interpretare un ruolo femminile molto complesso e intenso e poi si è creato un clima profondo con tutto il cast”. Dello stesso avviso Alice Pagani: “Provengo da un piccolo centro, ero forse per mia timidezza abituata alla solidarietà fra donne neanche a scuola, sono cresciuta, ho imparato ad avere fiducia in me stessa, sono molto maturata”. La terza stagione – sottolineano i registi – è la più ambiziosa da questo punto di vista.


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