Bianco, ex sindaco di Catania, condannato dalla Corte dei Conti

Bianco, ex sindaco di Catania, condannato dalla Corte dei Conti

Una nuova scossa sismica nella vita politica siciliana ed in particolare di Catania. Dopo la condanna in primo grado e la sospensione per 18 mesi del sindaco Salvo Pogliese giunge questa volta un giudizio della Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti della Sicilia che condanna l’ex sindaco Enzo Bianco al risarcimento del Comune per 48 mila euro e l’interdittiva legale per 10 anni. Con Bianco è stata condannata la sua giunta in carica nel quinquennio 2013 e il 2018 e l’allora collegio dei revisori di conti «per avere contribuito al verificarsi del dissesto finanziario» dell’Ente. Gli assessori hanno avuto condanne da 51 mila fino a 14 mila euro. Per i revisori dei conti l’interdittiva è per cinque anni.

Va ricordato sul piano storico che Enzo Bianco, attuale presidente nazionale dell’Anci ed ex ministro dell’Interno, è stato il sindaco della Primavera di Catania che portò negli anni ‘90 la città alla ribalta a livello nazionale. Era la stagione dei sindaci progressisti, Catania era un modello per lo sviluppo economico-sociale del Sud Italia (in particolare per l’Etna Valley nell’hi-tech, citata dai più prestigiosi media economici internazionali), per la movida (la Seattle del Sud) e la cultura.

La legislatura iniziata nel 2013 era decisamente più complessa, il suo ritorno da sindaco è stato difficile. Più volte Enzo Bianco ha affermato che il «buco di bilancio era stato realizzato negli anni di governo del centro-destra». Sottolineando che: «Avrei potuto dichiarare il dissesto poco dopo essermi insediato ma questo avrebbe portato gravissimi danni economici alla comunità, ai servizi ai cittadini ed alle imprese. Mi sono impegnato moltissimo per salvare Catania».

Il decreto della Corte dei Conti si riferisce a fatti avvenuti fra il 2013 ed il 2018. Le indagini che hanno portato al decreto della sezione giurisdizionale della Corte dei Conti sono state eseguite dalla Guardia di Finanza di Catania, coordinata dal procuratore della Corte dei Conti. «Si deve ritenere, pertanto, che l’elemento soggettivo della colpa grave debba essere riscontrato nella condotta di tutti coloro i quali abbiano» – scrive il giudice nel decreto – «nel corso di almeno due esercizi di bilancio, continuato ad approvare o ad apporre pareri favorevoli, nonostante il permanere delle predette criticità».

Il giudice della Corte dei Conti Salvatore Grasso ha stabilito l’interdittiva per dieci anni per Enzo Bianco, Luigi Bosco, Rosario D’Agata, Giuseppe Girlando, Orazio Antonio Licandro, Angela Rosaria Mazzola, Salvatore Di Salvo, Marco Consoli Magnano San Lio, Angelo Villari, Valentina Odette Scialfa Chinnici. Enzo Bianco dovrà restituire al Comune di Catania, 48 mila euro, Luigi Bosco, 44 mila euro, Rosario D’Agata, 44 mila euro, Giuseppe Girlando, 44 mila euro, Orazio Antonio Licandro, 22 mila euro. Angela Rosaria Mazzola, 44 mila euro, Salvatore Di Salvo, 44 mila euro, Marco Consoli Magnano San Lio, 51 mila euro, Angelo Villari, 44 mila euro, Valentina Odette Scialfa Chinnici, 44 mila euro, Natale Strano, 21 mila euro, Calogero Cittadino, 14 mila euro, Fabio Sciuto, 21 mila euro, Francesco Battaglia, 14 mila euro e Massimiliano Carmelo Lo Certo, 14 mila euro.


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