Cgil, Cisl e Uil contro Assodelivery: il contratto con Ugl danneggia i rider

«Il contratto è aperto alla firma di altre organizzazione», aveva detto ieri il segretario dell’Ugl Paolo Capone in riferimento all’accordo firmato con Assodelivery per dare tutele ai rider. A vedere il comunicato appena diffuso, Cgil, Cisl e Uil non sembrano volere andare in questa direzione. «Un atteggiamento inaccettabile e incomprensibile di Assodelivery ha portato alla sottoscrizione di un contratto per i rider con la Ugl, pur in presenza di un tavolo sindacale aperto a luglio presso il Ministero del lavoro ed aggiornato a settembre», recita la nota. E ancora: «Assodelivery con le sue associate non hanno mai voluto riconoscere il contratto collettivo della logistica per i rider, sottoscritto dalle nostre categorie di riferimento nel 2018, che individua diritti e tutele molto più vantaggiosi per i lavoratori. Al tavolo ministeriale era stata data disponibilità a cogliere specificità e le necessarie flessibilità a questo settore, anche attraverso eventuali percorsi di armonizzazione condivisi. Scegliere un interlocutore di comodo è un errore che pregiudica un percorso negoziale che, a prescindere dalle reciproche posizioni, avrebbe potuto portare a maggiori garanzie per i rider con l’obiettivo di consolidare l’occupazione, la qualità del lavoro e il rafforzamento del quadro dei diritti e delle tutele».

Cgil, Cisl e Uil rincarano ancora la dose: « L’operazione Ugl- Assodelivery è una finta operazione di miglioramento delle condizioni di lavoro dei rider. Se questa è la forma utilizzata ancora meno accettabile è il merito dell’intesa. In sfregio alla legge e al comune sentire ci troviamo di fronte a un testo che riconduce al cottimo l’attività di queste lavoratrici e lavoratori, anche riguardo la fornitura dei dispositivi di protezione individuale. Lo scambio del contratto sottoscritto tra Assodelivery e Ugl è che questi lavoratori rimangano autonomi, ossia collaboratori occasionali e partite iva, senza nessuna possibilità di avere un’occupazione stabile: in altri termini si tratta di un’operazione che prevede un basso salario in cambio di maggiore precarietà! Ciò consentirà alle varie Glovo, Just Eat, Uber Eat di continuare a disporre di una manodopera potenzialmente infinita, facilmente sostituibile, e scaricando sui lavoratori il proprio vantaggio fiscale e contributivo. A questi lavoratori non verranno retribuite malattia, tredicesima, ferie e la maternità; potranno essere licenziati e quando avranno raggiunto il tetto retributivo massimo per le collaborazioni occasionali (5.000 euro annui) potranno riconsegnare i loro nuovi dispositivi di lavoro generosamente concessi in virtù di questo accordo». I confederali concludono promettendo di intraprendere tutte le azioni possibili, dallo sciopero, alle vertenze legali per contrastare l’applicazione del contratto. E chiedono al ministero del Lavoro di prendere posizione.


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