Codice della Strada, più poteri ai Comuni: dalle zone scolastiche agli autovelox in città

Codice della Strada, più poteri ai Comuni: dalle zone scolastiche agli autovelox in città

La mini riforma del Codice della Strada

Anche Mattarella aveva espresso le sue perplessità ai presidenti di Camera e Senato l’11 settembre scorso, dopo aver firmato il decreto legge Semplificazioni, su quella che è apparsa a tutti come una vera e propria mini (ma nascosta) riforma del Codice della Strada. Non tanto per il contenuto degli emendamenti, ma per il fatto che siano stati inseriti in una legge avente finalità diverse, legge che è lievitata durante il passaggio parlamentare da 65 a 109 articoli. Le ultime modifiche (Dl 76/2020, articolo 49) sono state approvate con un solo passaggio in Commissione, per una disciplina in realtà decisamente complessa che meritava forse molti più passaggi parlamentari. E così, di fatto, ci siamo ritrovati con un nuovo Codice della Strada. Qualcuno però ha festeggiato sicuramente la novità. Ora, infatti, i Comuni hanno molta più libertà nel gestire a modo loro il traffico cittadino. Si va da una nuova Ztl (con meno vincoli) al potere di multa anche a netturbini e controllori degli autobus, fino alla possibilità finora vietata di installare autovelox fissi in città. Un potere di gestione del traffico che naturalmente corrisponde anche a un potenziale aumento delle entrate derivate da nuove multe.
Ma vediamo le novità di questa mini riforma e come impatteranno sulla viabilità cittadina.


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