Compiobbi, il parroco celebrerà la santa messa nella Casa del Popolo

Le vie del Signore sono infinite. E anche le case. Persino quelle del Popolo, dove i comunisti di un tempo immaginavano la rivoluzione e qualche anticlericale incallito sognava di mettere fine una volta per tutte alla «religione, oppio dei popoli». E invece ecco il miracolo. La Casa del Popolo di Compiobbi, nel comune di Fiesole (provincia di Firenze), diventa un tempio dei cattolici e ogni domenica mattina qui sarà celebrata la santa messa, in giardino se splende il sole al chiuso se piove. L’idea, come ha raccontato Daniela Giovannetti sulla Nazione, è venuta al parroco Don Lorenzo Paolino costretto, per l’inagibilità della parrocchia del paese (ci piove e cadono giù calcinatti), di fare il “giro delle sette chiese” per riuscire a dire messa e impartire i sacramenti. Così, in attesa di una ristrutturazione che non si annuncia breve, Don Lorenzo si è rivolto al Peppone di turno, il responsabile del circolo Arci che ha sede nella storica Casa del Popolo, una delle più agguerrita ai tempi in cui in questi luoghi i comunisti avevano la maggioranza assoluta. Oriana Nistri, presidente del circolo Arci ha subito accettato. «Ci mancherebbe altro, noi siamo aperti a tutto il popolo credenti e non», ha detto.

Certo, la Casa del Popolo non è più quella di una volta. Oggi falce e martello sono quasi spariti, “l’oppio dei popoli” è diventata un’innocua lavanda profumata e poi da anni la piccola struttura era diventata polivalente aperta a ogni evento, politico e non, persino alla sagra dei tortelli che domenica prossima sarà celebrata (se così si può dire) insieme alla messa, ovviamente con le dovute e rispettose distinzioni e separazioni. Eppure la decisione, che non è stata neppure la prima in Toscana, sta avendo anche strascichi politici. Ci sono le elezioni amministrative e Alessandro Monnetti, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, ha protestato definendo l’iniziativa «una forzatura, un’assoluta mancanza di buon senso» anche perché la messa si svolge durante il voto. Il parroco gli ha subito replicato di mettere da una parte la politica e aiutarlo a ritrovare le risorse per ristrutturare la chiesetta pericolante. Tutti insieme, atei e credenti, “mangiapreti” e “baciapile”, ex comunisti ed ex democristiani. Uniti da uno stesso destino: salvare parrocchia e libertà di culto.



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