Controllo febbre a scuola, il governo impugna la legge del Piemonte: l’avvertimento della ministra diventa realtà

Controllo febbre a scuola, il governo impugna la legge del Piemonte: l’avvertimento della ministra diventa realtà

Il governo ha impugnato l’ordinanza della Regione Piemonte che raccomanda alle scuole di misurare la febbre agli allievi all’ingresso e, se non è possibile, di verificare che l’abbiano fatto le famiglie chiedendo un’autocertificazione. Il provvedimento, nell’aria da venerdì quando la ministra Lucia Azzolina aveva ipotizzato l’impugnativa da parte dell’esecutivo, aveva già incontrato le critiche del mondo della scuola a partire dal direttore dell’ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca, molto critico nei confronti del presidente Cirio.

Il governatore ieri sembrava convinto di aver evitato il provvedimento da parte del governo: “La ministra ha capito cosa vuol dire essere bougia ben”, ha detto commentando ieri il silenzio da parte dei ministeri, riferendosi alla caratteristica dei piemontesi di “non cedere dalle proprie posizioni, non mollare”. Oggi invece è arrivato il provvedimento che contesta la legittimità dell’ordinanza firmata lo scorso giovedì.

“Se l’ordinanza del Piemonte sarà impugnata ci difenderemo nelle sedi opportune”, aveva detto il governatore Alberto Cirio di fronte all’ipotesi dell’impugnativa. “Crediamo di essere nel giusto – aveva aggiunto -. Io penso di avere dalla mia la ragione, perché si tratta della tutela della salute dei piemontesi. Questa non è una scelta mia personale, è una decisione condivisa dal mondo medico e scientifico”.

La responsabilità della rilevazione è stata affidata dal governo alle singole famiglie, ma il Piemonte aveva introdotto per le scuole l’obbligo di verifica. In particolare, la Regione raccomandava a tutti gli istituti di misurare la temperatura agli alunni prima dell’ingresso a scuola. Qualora l’istituto, per ragioni oggettive e comprovate, non fosse stato nelle condizioni di farlo, avrebbe dovuto prevedere un meccanismo di verifica quotidiana (attraverso una autocertificazione che poteva essere fornita sul registro elettronico, sul diario o su un apposito modulo) per controllare che la temperatura fosse stata effettivamente misurata dalla famiglia. Nel caso di uno studente sprovvisto di tale autocertificazione, l’ordinanza della regione Piemonte prevedeva l’obbligo per la scuola di misurare la febbre prima di consentirne l’ingresso in classe.



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