Coronavirus Gimbe: quasi 40 mila positivi in Italia, aumentano i ricoveri

17 settembre 2020 – 11:00

Nella settimana 9-15 settembre cresce il numero di pazienti in ospedale (+26%) e in terapia intensiva (+41%). Stabile il numero dei nuovi casi. ma «è verosimile che sia sottostimato per la diminuzione dei test effettuati» afferma il presidente Cartabellotta

di Carlotta De Leo

Coronavirus Gimbe: quasi 40 mila positivi in Italia, aumentano i ricoveriCoronavirus Gimbe: quasi 40 mila positivi in Italia, aumentano i ricoveri

Nella settimana che va dal 9 al 15 settembre si è verificato un aumento dei ricoveri (+26%) e delle terapie intensive (+41%). Stabile, invece, l’incremento dei nuovi casi rispetto alla precedente (9.837 contro i 9.964 della passata settimana), a fronte però di una netta riduzione dei test effettuati (370mila contro quasi 422mila). Il monitoraggio indipendente sull’epidemia di Coronavirus in Italia della Fondazione Gimbe registra la continua la crescita degli attualmente positivi arrivati a sfiorare quota 40 mila (erano poco meo di 34 mila la scorsa settimana). « È verosimile che il numero dei nuovi casi sia sottostimato considerata la riduzione dei test – afferma Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe – Insieme con l’aumento delle ospedalizzazioni sono spie rosse che impongono di mantenere alta la guardia anche per l’imprevedibile impatto della riapertura delle scuole sulla curva dei contagi».

I focolai

L’aumento progressivo dei focolai ha determinato la crescita dei nuovi casi settimanali. Infatti, dai 1.408 della settimana 15-21 luglio siamo passati a 9.837 nuovi casi di quella 9-15 settembre, con un incremento del rapporto positivi/casi testati dallo 0,8% al 2,7%. Questa dinamica ha generato il progressivo aumento dei casi attualmente positivi che da fine luglio sono più che triplicati: da 12.482 a 39.712. L’incremento dei casi attualmente positivi, espandendo il “bacino” dei contagi, si riflette progressivamente sull’aumento dei pazienti ospedalizzati. Infatti, dal 21 luglio al 15 settembre i ricoverati con sintomi sono aumentati da 732 a 2.222 e i pazienti in terapia intensiva da 49 a 201.

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Le Regioni

Circa 3/4 dei pazienti ricoverati si concentrano in 7 Regioni (74,3%): Lazio (453), Campania (295), Lombardia (263), Puglia (204), Emilia-Romagna (168), Sicilia (141) e Liguria (128). Il 74,1% dei pazienti in terapia intensiva si distribuiscono in 8 Regioni: Lombardia (29), Lazio (18), Campania (18), Sardegna (18), Emilia-Romagna (17), Sicilia (17), Toscana (17), Veneto (15). «Si tratta di numeri ancora bassi – puntualizza Cartabellotta– e al momento non ci sono segnali di sovraccarico dei servizi ospedalieri, ma il trend in costante aumento impone di mantenere la guardia molto alta, soprattutto in alcune Regioni». In particolare, rispetto ad una media nazionale di 4 ospedalizzazioni per 100.000 abitanti i tassi risultano più elevati in Liguria (9), Lazio (8), Sardegna (6,3), Campania e Puglia (5,4). «

Potenziare test e tracing

«Queste dinamiche dell’epidemia – conclude Cartabellotta – sono coerenti con quanto rilevato dall’Istituto Superiore di Sanità sull’età mediana dei contagiati che si è ridotta da oltre 60 anni dei primi due mesi dell’epidemia sino a sotto i 30 nelle settimane centrali di agosto. Quindi, nelle ultime due settimane è risalita a circa 40 anni, dimostrando che i giovani asintomatici, quando vengono a contatto in ambito familiare con persone adulte e anziane, contagiano soggetti fragili che sviluppano sintomi e possono necessitare di ricovero ospedaliero, o addirittura in terapia intensiva». «Davanti a questo scenario – conclude il presidente di Gimbe – le Regioni devono potenziare senza indugi l’attività di testing e tracing, in evidente calo dopo il “boom dei tamponi” sui vacanzieri».

17 settembre 2020 (modifica il 17 settembre 2020 | 11:08)

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