“Correvamo soltanto verso la nostra libertà”, l’ultimo saluto di Ciro a Maria Paola

“Correvamo soltanto verso la nostra libertà”, l’ultimo saluto di Ciro a Maria Paola

Ciro arriva ai funerali di Maria Paola scortato dalla polizia, dall’Arcigay e con il permesso della Procura. E, con l’aiuto degli amici, stende un grande cartello, scritto a penna, davanti all’ingresso della chiesa di San Paolo Apostolo a Caivano: “Correvamo soltanto verso la nostra libertà o almeno credevamo di farlo”.  Firmato, “dal tuo grande amore Ciro”.

"Correvamo soltanto verso la nostra libertà", l'ultimo saluto di Ciro a Maria Paola

Foto Stefano Renna

È l’ultimo messaggio del 22enne, (ragazzo nato di sesso femminile ma che “si sente e vive da uomo”) alla fidanzata Maria Paola Gaglione, morta a 18 anni, cadendo rovinosamente dal motorino ad Acerra, inseguita dalla moto guidata dal fratello Michele Antonio, ora in carcere per omicidio preterintenzionale. Michele come la famiglia si opponeva alla relazione tra la sorella e il 22enne.

Ciro ha dato l’ultimo saluto a Maria Paola all’obitorio, accompagnato suoi amici e da una delegazione di Arcigay Napoli, scortata dalla polizia. Il giovane è stato autorizzato dalla Procura di Nola, diretta da Laura Triassi, e è stato accompagnato dall’avvocato Giovanni Paolo Picardi che lo rappresenta in giudizio.

L’associazione ringrazia la Procura:  “che ha mostrato da subito grande sensibilità nella gestione di una vicenda delicata e con non poche implicazioni emotive per le persone coinvolte, autorizzando Ciro a rendere l’ultimo saluto al corpo della propria compagna”.

Tra la folla, ragazze con magliette bianche e la foto di Maria Paola.

"Correvamo soltanto verso la nostra libertà", l'ultimo saluto di Ciro a Maria Paola

Proprio accanto al cartellone con l’ultimo saluto di Ciro spicca il manifesto funebre della famiglia di Maria Paola, firmato dai genitori e dai fratelli, tra cui lo stesso Michele.

Quindici minuti dopo le 16, il feretro di Maria Paola arriva in chiesa. Ad accoglierlo, un applauso carico di commozione. Poco dopo entra la madre, Pina Gaglione, visibilmente provata e sorretta dal marito e dai familiari.

Per rispettare il distanziamento sociale la chiesa viene riempita solo a metà, ma tanta gente aspetta fuori in silenzio.

“Nella stessa chiesa dove sei stata battezzata da questo prete, oggi si sta celebrando il tuo funerale, Maria Paola”, dice dal pulpito il parroco,  don Maurizio Patriciello. E la sua voce si interrompe per l’emozione.

“In chiesa non c’è posto per l’odio”, dice il parroco. E  aggiunge: “Quante menzogne vengono dette da mattina a sera” . Poi sottolinea: “Ogni vita è preziosa, quale sia l’orientamento sessuale, il colore della pelle, il conto in banca”. E conclude: “Perdonaci, Maria Paola, per non essere riusciti a custodire questa tua vita fragile e meravigliosa”.
 



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