Covid, in Italia ci si scopre orgogliosi della gestione della crisi. Ma ci si fida poco della politica

17 settembre 2020 – 08:03

La ricerca di «More in Common» per capire come le popolazioni dei principali Paesi percepiscono la risposta all’emergenza. Solo il 29% degli americani contenti della risposta del loro governo

di Federico Fubini

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Quali siano il sistema politico e il modello di leadership più adatti per rispondere a una crisi come quella di Covid-19 è probabilmente presto per dirlo. «More in Common», un gruppo di ricerca internazionale sui temi dei diritti civili e politici, ha fatto un tentativo diverso: capire come le popolazioni in alcuni dei principali Paesi colpiti dalla pandemia percepiscono la risposta all’emergenza e il proprio futuro. I sondaggi, condotti da YouGov e Kantar, riservano anche sorprese riguardo all’Italia e non tutte negative. Si direbbe che gli italiani siano meno critici che in altre occasioni nel giudizio su come il governo e l’intero Paese hanno affrontato la prova.

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Orgogliosi

La percezione in proposito in genere è meno positiva di quella diffusa in Olanda o in Germania, ma meno negativa di quella che si afferma negli Stati Uniti, in Gran Bretagna o in Francia. Così per esempio il 54% degli italiani affermano che la gestione della crisi li fa sentire «orgogliosi» del loro Paese (il 60% fra chi ha più di 55 anni): meno del 68% dei tedeschi, ma più del 39% di francesi e britannici e appena il 29% degli americani. La risposta all’emergenza da parte del governo è stata «giusta» per il 57% degli intervistati e anche qui l’Italia è metà strada fra i sentimenti di approvazione frequenti in Germania e Olanda da una parte, e di disapprovazione diffusi in Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti.

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Di chi fidarsi

Gli italiani sono più pessimisti, non sorprendentemente, nella percezione del quadro economico. Il 55% si dichiara preoccupato dalle «difficoltà finanziarie», una quota molto più alta che in Francia, Gran Bretagna o Polonia e il 42% teme di perdere il lavoro (anche qui, un record). Del resto lo choc è molto profondo: il 18% degli italiani e un abitante dell’Italia del Nord su quattro dichiarano di aver conosciuto personalmente qualcuno che è morto di Covid-19. Ne deriva un impatto sul rapporto verso gli altri, perché la fonte di notizie più affidabile sul coronavirus sono «parenti e amici» per l’82% delle persone. Più che medici e scienziati (75%), mentre le persone sembrano fidarsi per le notizie sulla pandemia più dei loro contatti sui social network (43%) che del governo (35%).

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Il lockdown

I mesi del lockdown e dell’emergenza sanitaria peraltro sembrano aver risaldato i legami di comunità fra le persone. Un terzo degli intervistati in Italia dichiara che la preoccupazione degli uni per gli altri nel Paese è aumentata, una quota molto più alta rispetto a quella di chi nota una diminuzione. E l’85% degli italiani considera proprio dovere rispettare le regole fissate per contrastare il virus, mentre solo il 28% ritiene che le restrizioni siano state «eccessive». Infine il rapporto con la politica, anche qui a due facce. Il 47% delle persone in Italia pensa che l’attuale governo sia in grado di gestire le sfide che sono davanti al Paese, mentre il 53% pensa il contrario: anche qui l’Italia è a metà strada fra gli alti livelli di sostegno verso l’esecutivo presenti in Olanda (67%) e Germania (60%) e lo scetticismo dei francesi (35%). Ma personalmente Giuseppe Conte se la cava bene, benché non allo stesso modo in tutti i segmenti della popolazione. L’approvazione verso il presidente del Consiglio è al 64% in media nazionale. Ma al 61% fra i più anziani (oltre i 55 anni) e al 74% fra gli elettori fino ai 29 anni di età.

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17 settembre 2020 (modifica il 17 settembre 2020 | 08:04)

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