CPU ARM a marchio Nvidia in futuro? Una possibilità non da escludere

L’acquisizione di ARM, se non sarà bloccata dagli enti che vigilano sulla concorrenza, metterà nelle mani di Nvidia la capacità di progettare CPU a proprio marchio, rendendola un avversario ancora più temibile per Intel e AMD. Certo, Nvidia era già tra i clienti di ARM per la progettazione di SoC Tegra destinati all’automotive e alla robotica, ma controllare direttamente ARM vuol dire giocare a un altro livello e potenzialmente aprire nuovi scenari inesplorati. D’altronde si parla di accedere non solo al talento ingegneristico del progettista britannico, ma anche di controllare l’ISA (Instruction Set Architecture).

Così, nonostante Nvidia abbia assicurato che il progettista britannico continuerà a coltivare il suo modello di business basato sulla concessione a terzi delle proprie architetture, viene da chiedersi se l’azienda guidata da Jen-Hsun Huang deciderà di entrare con forza nel mercato delle CPU, in particolare quelle per i datacenter, l’unico settore d’interesse citato nella nota sull’acquisizione e che appare sinergico agli altri due business, quello delle GPU e quello delle interconnessioni con Nvidia Networking (ex Mellanox).

Come riportato da Tom’s Hardware, Timothy Prickett Morgan di TheNextPlatform, durante un briefing con la stampa statunitense sull’acquisizione, ha chiesto al CEO di Nvidia se intende realizzare una CPU con il proprio marchio e Huang non ha escluso categoricamente questa possibilità, anzi. Sono tre le opzioni sul tavolo per i clienti di ARM: la prima è ottenere la licenza dei core e occuparsi in prima persona della realizzazione della CPU, la seconda è quella di acquisire la licenza dei core e lasciare che della realizzazione se ne occupi Nvidia-ARM, mentre la terza è prendere i progetti di Nvidia-ARM e modificarli.

“Tutte e tre le opzioni sono possibili”, ha affermato Huang. “[…] Non è possibile per un’azienda costruirne ogni singola versione”, ha continuato il CEO, “ma avremo l’intera rete di partner attorno ad ARM che potranno prendere le architetture che abbiamo realizzato e, a seconda di ciò che è meglio per loro, che sia ottenere la licenza del core, ottenere un chip semi-custom o avere un chip che abbiamo realizzato, ognuna di queste opzioni sarà disponibile. Siamo aperti al business e vorremmo che l’ecosistema sia il più ricco possibile, con quante più opzioni possibili“.

Huang ha aggiunto che vuole velocizzare la roadmap di sviluppo di Neoverse – l’architettura ARM ad alte prestazioni per i datacenter – per portare ai licenziatari di ARM innovazioni a un ritmo più sostenuto. Tra l’altro, Nvidia potrebbe integrare nell’architettura ARM ottimizzazioni specifiche per le proprie GPU, come la coerenza della memoria tra CPU e GPU, in modo da incentivare l’uso dei propri acceleratori per l’intelligenza artificiale.

Infine, per l’azienda statunitense si apre una strada verso più chiara nel mondo della realizzazione di server completi grazie alla possibilità di offrire CPU, GPU, componenti di rete e DPU. A fronte di questa acquisizione (sempre se non ci saranno intoppi), lo scenario del settore server sembra destinato a cambiare drasticamente: solo pochi anni fa Intel era l’unico player del mercato, ma recentemente vi è stato un fiorire di nuovi concorrenti tra AMD, Ampere, Marvell, NUVIA e la scelta di alcuni colossi come Amazon di progettarsi in casa CPU ARM per i propri server. Una cosa è certa, prepariamoci a una lotta senza esclusione di colpi.



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