Decreto Semplificazioni: almeno 1 punto di ricarica ogni 1.000 abitanti

Decreto Semplificazioni: almeno 1 punto di ricarica ogni 1.000 abitanti

Disporre di un’infrastruttura di ricarica capillare è fondamentale per poter sostenere la diffusione delle auto elettriche. In Italia sembra che finalmente ci sia l’intenzione di accelerare sotto questo aspetto. Con l’approvazione del Parlamento al Decreto Semplificazioni avvenuta alcuni giorni fa è stato dato il via libera all’ambizioso piano del Governo che punta a rendere disponibili all’interno del territorio del Paese 60 mila colonnine per la ricarica delle auto a batteria.

L’ambizioso traguardo si potrà raggiungere grazie ad opportuni provvedimenti che dovranno essere emanati dai Comuni entro 6 mesi dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale, cosa avvenuta il 14 settembre. Si mira ad un punto di ricarica ogni mille abitanti. Considerando che in Italia ci sono circa 60 milioni di abitanti, le colonnine dovranno essere complessivamente 60 mila. Si può leggere all’interno del testo del Decreto:

Con propri provvedimenti, adottati in conformità ai rispettivi ordinamenti, i comuni, ai sensi dell’ articolo 7 del codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, disciplinano, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, l’installazione, la realizzazione e la gestione delle infrastrutture di ricarica a pubblico accesso, di cui al presente articolo, stabilendo la localizzazione e la quantificazione in coerenza con i propri strumenti di pianificazione, al fine di garantire un numero adeguato di stalli in funzione della domanda e degli obiettivi di progressivo rinnovo del parco dei veicoli circolanti, prevedendo, ove possibile, l’installazione di almeno un punto di ricarica ogni 1.000 abitanti.

Le norme approvate prevedono pure meno procedure burocratiche da seguire per l’installazione delle colonnine. Inoltre, se l’energia erogata arriva da fonti rinnovabili sarà possibile vedere ridotto o azzerato il canone per l’occupazione del suolo pubblico.

I comuni possono prevedere la riduzione o l’esenzione del canone di occupazione di suolo pubblico e della tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche per i punti di ricarica, nel caso in cui gli stessi eroghino energia di provenienza certificata da energia rinnovabile. In ogni caso, il canone di occupazione di suolo pubblico deve essere calcolato sullo spazio occupato dalle infrastrutture di ricarica senza considerare gli stalli di sosta degli autoveicoli che rimarranno nella disponibilità del pubblico.

Il decreto va oltre e approfondisce anche il tema dei costi di ricarica, con un taglio delle tariffe che aveva fatto molto discutere, tanto che l’Autorità per l’Energia (ARERA) si era dimostrata a suo tempo piuttosto perplessa.

L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (ARERA), entro centottanta giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto, definisce le tariffe per la fornitura dell’energia elettrica destinata alla ricarica dei veicoli, applicabili ai punti di prelievo in ambito privato e agli operatori del servizio di ricarica in ambito pubblico secondo quanto previsto dall’articolo 4, comma 9, del decreto legislativo del 16 dicembre 2016, n. 257, in modo da favorire l’uso di veicoli alimentati ad energia elettrica e da assicurare un costo dell’energia elettrica non superiore a quello previsto per i clienti domestici residenti.

Visto che oggi ricaricare da una colonnina costa almeno il doppio che da casa, si tratta di una svolta importante di cui potrebbero beneficiare soprattutto chi non può alimentare l’auto presso la propria abitazione. Vedremo come evolverà la situazione nei prossimi mesi. E per i furbetti che occupano i posti per la ricarica oltre il termine della stessa, potranno essere applicati dei costi extra, un po’ come fa già Enel X.

In caso di sosta a seguito di completamento di ricarica, possono essere applicate tariffe di ricarica mirate a disincentivare l’impegno della stazione oltre un periodo massimo di un’ora dal termine della ricarica. Tale limite temporale non trova applicazione dalle ore 23 alle ore 7, ad eccezione dei punti di ricarica di potenza elevata di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), del decreto legislativo 16 dicembre 2016, n. 257 (22 kW).

Per quanto riguarda le autostrade, per tutte le nuove concessioni, rinnovi inclusi, ci sarà l’obbligo di installare punti di ricarica nelle aree di sosta.

Le concessioni rilasciate a partire dalla data di entrata in vigore del presente decreto, ivi compreso il rinnovo di quelle esistenti, prevedono che le aree di servizio di cui all’articolo 61 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, vengano dotate delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici.


Fonte originale: Leggi ora la fonte

giornalissimo-redazione