Deviare gli asteroidi: la missione Aida nata da un’idea italiana ora è realtà

Deviare gli asteroidi: la missione Aida nata da un’idea italiana ora è realtà

15 settembre 2020 – 17:02

Esa e Nasa firmano contratto da 130 milioni di euro per inviare due sonde (Dart e Hera) nel 2021 e nel 2024 al sistema binario di Didymos. A Thales Alenia Space affidato il compito di guida e analisi della seconda e di due cubesat

di Paolo Virtuani

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Il rendering del cubesat Hera della missione Aida per deviare l’asteroide Didymos (Esa/Nasa)

Provare a deviare un asteroide, nell’eventualità che prima o poi ci trovassimo nelle condizioni di farlo con uno pericoloso in rotta di collisione con la Terra. È l’obiettivo del contratto siglato tra Agenzia spaziale europea (Esa) e la corrispondente americana (Nasa) da 129,4 milioni di euro per la missione Hera in programma nel 2024. L’Italia si è ritagliata una parte importante in questa impresa. Oltre all’idea stessa della missione, nata da Andrea Milani, professore di Meccanica orbitale all’Università di Pisa che è venuto a mancare nel 2018, sarà infatti affidato a Thales Alenia Space, joint venture tra Thales e Leonardo, il sistema di comunicazione e l’unità di condizionamento e di distribuzione dell’energia di Hera.

Deviare un asteroide

«L’Europa è pronta a collaborare con la Nasa a una delle missioni spaziali più ambiziose, finora immaginate solo dalla fantascienza», ha commentato Franco Ongaro, direttore della Tecnologia, ingegneria e qualità dell’Esa e responsabile del centro per la scienza e la tecnologia dell’Esa (Estec). «È una missione fondamentale perché è la prima volta che si prova a deviare la traiettoria di un asteroide: vogliamo vedere se ci riusciamo e se in futuro saremo in grado di farlo». Il bersaglio è il sistema binario di Didymos: un asteroide principale di 780 metri di diametro accompagnato da uno più di 160 metri (Dimorphos).

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Una missione a due fasi

Hera è il contributo europeo alla missione americana Aida (Asteroid Impact & Deflection Assessment), il cui lancio è previsto nel 2021. Aida è composta da due missioni: Dart (Double Asteroid Redirection Test) affidato alla Nasa, un dispositivo progettato per deviare l’orbita del più piccolo dei due asteroidi Didymos, e il veicolo spaziale di controllo Hera (affidato all’Esa), che effettuerà un rendez-vous con l’asteroide Didymos circa quattro anni dopo l’impatto di Dart. Il lancio di Hera è previsto nel 2024.

I due cubesat

I sistemi forniti da Thales Alenia Space consentiranno di controllare e tracciare il veicolo spaziale fino a una distanza di 500 milioni di chilometri, di rinviare tutte le informazioni raccolte da Hera su Dimorphos, comprese massa, dimensione, forma, volume, densità, porosità, distribuzione dimensionale del materiale della superficie per determinare l’efficacia dell’impatto e consentire di rappresentarlo su scala per i diversi asteroidi; fornirà anche i dettagli del cratere generato dall’impatto per migliorare la nostra comprensione del processo di formazione dei crateri, nonché osservazioni sugli effetti dinamici che sono difficili da determinare dalle osservazione da Terra. A bordo di Hera viaggeranno anche due piccoli cubesat (Juventas e Milani) che potranno sorvolare da vicino la superficie dell’asteroide. Una missione simile doveva già partire quest’anno, poi è stata modificata e rinviata per seguire prima altri obiettivi spaziali.

15 settembre 2020 (modifica il 15 settembre 2020 | 17:03)

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