Ex-Embraco, nasce polo dei compressori per frigo tra Torino e Belluno

Ex-Embraco, nasce polo dei compressori per frigo tra Torino e Belluno

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Il piano industriale coinvolge 700 addetti tra Torino e Belluno (Acc), prevede sei milioni di compressori all’anno e stima 50 milioni di investimenti

di Filomena Greco

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Un presidio dei lavoratori Embraco a Torino (Ansa)

Il piano industriale coinvolge 700 addetti tra Torino e Belluno (Acc), prevede sei milioni di compressori all’anno e stima 50 milioni di investimenti

15 settembre 2020


2′ di lettura

Un progetto per creare un polo europeo dei compressori per elettrodomestici tra Belluno e Torino. È la soluzione industriale a cui hanno lavorato ministero, Invitalia e istituzioni locali per risolvere la vicenda della ex Embraco e rilanciare la Acc di Mel, nel Bellunese, dopo il disimpegno della proprietà cinese di Wanbao. Il piano industriale porta la firma di Maurizio Castro, commissario dell’azienda del Nord-Est ad oggi in amministrazione controllata.

Il piano riguarda oltre 700 addetti tra Torino (400) e Belluno (300), prevede un investimenti da 50 milioni entro il 2024 e la produzione a regime di 6 milioni di compressori all’anno destinati ai big del freddo in Europa, da Whirpool a Bosch, con motori realizzati a Riva di Chieri, sede della ex Embraco, e assemblati nella fabbrica di Mel, nel Bellunese. Una operazione industriale, sostenuta da Invitalia e che guarda al mercato del bianco. «La pandemia – sottolinea la sottosegretaria Alessandra Todde – ha modificato gli equilibri produttivi nel settore e ha fatto emergere una domanda di componenti da parte dei produttori che vogliono un player europeo, per accorciare le filiere ed emancipare gli operatori dagli unici due big player al mondo, in Cina e Giappone».

Nasce così ItalComp, il progetto di creare un polo italiano specializzato sulla produzione di compressori per frigoriferi che rappresenta per certi versi un ritorno alle competenze originarie dello stabilimento di Riva di Chieri e alla storia dei due poli industriali, legati da un passato comune sotto il cappello della Aspera. Sul tavolo ci sarebbero le risorse in capo al fondo per la gestione delle crisi d’impresa, per un massimo di 10 milioni, e altri dieci milioni del fondo creato da Whirpool per gestire la reindustrializzazione del sito in provincia di Torino.

Da qui ai prossimi mesi sarà necessario costruire un percorso che porti a una newco a partire da due realtà complesse dal punto di vista societario – la ex Embraco dichiarata fallita a giugno e la Acc in amministrazione straordinaria – e che coinvolga un gruppo di aziende private a sostegno del progetto.

Contestualmente alla definizione del piano industriale si aprirà un tavolo nazionale per definire gli strumenti a sostegno dei lavoratori nei prossimi mesi. L’obiettivo è conservare i livelli occupazionali, ma a chi vorrà sarà offerta la possibilità di incentivi per uscire o uno scivolo verso la pensione. Per i sindacati è importante che nessun lavoratore venga lasciato indietro e che ci sia il massimo dell’attenzione sul progetto.



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