Gli scatti del medico-fotografo: «Quelle ore magiche in attesa dell’orsa Amarena e dei suoi 4 cuccioli»

Gli scatti del medico-fotografo: «Quelle ore magiche in attesa dell’orsa Amarena e dei suoi 4 cuccioli»

L o sguardo circospetto, il passo lento ma sicuro, i suoi quattro cuccioli al seguito attenti come guardie del corpo. Sono passate le cinque del mattino di venerdì scorso e l’orsa Amarena passeggia tranquilla nel centro del paesino di Villalago, a quindici minuti dal lago di Scanno, nell’Aquilano. Sembra solo un po’ impaurita dalla luce innaturale dei lampioni che brillano, all’alba, nel paese deserto. Non sa che qualcuno, all’interno di un fuoristrada, con un potente obiettivo, la sta inquadrando e poi scatta una foto incantevole che fa subito il giro del web e dei social. L’autore è Gianpiero Cutolo, 64 anni, medico romano specializzato in medicina dello sport e, tra i vari incarichi, al seguito della nazionale azzurra di tiro a segno.

La passione

Da sei anni, in una specie di vita parallela, Cutolo coltiva una passione a cui dedica tutto il suo tempo libero. «Nell’area faunistica di Rovere, frazione di Rocca di Mezzo, rimasi colpito dall’incontro con un camoscio — racconta —, così ho iniziato a fotografare gli animali selvatici in Abruzzo. Lo faccio senza mai alterare il rapporto con la fauna, non uso mai esche e sono anche capace di restare nascosto dieci ore di seguito pur di aspettare un lupo o un orso, poi all’improvviso questo incontro avviene lasciandomi ogni volta senza fiato». Orsi marsicani, lupi, cervi, camosci, grifoni, aironi cenerini, poiane. Non c’è animale che il medico romano non abbia immortalato, seguendo le loro tracce soprattutto nell’area del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, da Villalago fino ad Alfedena. Ne osserva i passi da lontano, senza mai interferire, usa obiettivi anche da 500 millimetri per poter fotografare indisturbato i loro movimenti. Amori, nascite, riti stagionali, senza mai stancarsi. «A volte mi sveglio alle due di notte per essere in un determinato posto che è ancora buio — prosegue —, spengo la torcia, mi avvolgo il corpo e i vestiti con una mimetica oppure con le foglie e aspetto che il momento magico arrivi. Quando incrocio i loro occhi, anche solo per pochi secondi, l’emozione è grande e la profondità dello sguardo mi fa sentire parte integrante di questo mondo».

Le emozioni

L’orsa Amarena Gianpiero non l’ha incontrata per caso, a Villalago. Il trucco è stato seguire i cani che abbaiavano lontano. «Loro quando arrivano gli orsi hanno paura perché li riconoscono superiori, ho seguito il loro latrato, sempre più forte, e ho capito che stava scendendo. Ero a cinquanta metri, in macchina, lei passeggiava con la sua straordinaria cucciolata lungo le strade del paese ancora addormentato e ignaro, è stato uno dei miei incontri più belli, come quando mi sono trovato ad appena tre metri da un lupo. Un’emozione indescrivibile».


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