Greenpeace: «La nostra roadmap per rendere i trasporti europei a emissioni zero entro il 2040»

Una tabella di marcia che renda il settore europeo dei trasporti a emissioni nette zero entro il 2040 (qui il report completo). È quanto contenuto nel report lanciato lunedì 14 settembre da Climact e NewClimate Institute e commissionato da Greenpeace Belgio. Una roadmap che rispetta i tempi indicati dalla comunità scientifica per contrastare l’emergenza climatica. Mentre nell’Ue le emissioni di gas serra degli altri settori hanno rallentato, quelle dei trasporti Ue hanno continuato a salire, si legge nel report. «La responsabilità del settore dei trasporti in Europa non si limita alla quantità di emissioni di gas serra e di inquinamento atmosferico prodotta. Sulla scia della crisi post-pandemia, in alcuni Paesi d’Europa, le compagnie aeree, le case automobilistiche e le compagnie di navigazione stanno licenziando i propri lavoratori con grande rapidità, nonostante stiano ricevendo cospicui finanziamenti pubblici che dovrebbero essere utilizzati a favore della collettività. A Ue e governo italiano chiediamo di dare priorità, nella ripartenza post-Covid, a persone, ambiente e diritti dei lavoratori, invece che al profitto delle aziende. E di agire per garantire che la mobilità sia realmente sostenibile e accessibile a tutti», spiega Federico Spadini, della campagna trasporti di Greenpeace Italia.

L’associazione elenca quindi le misure necessarie per decarbonizzare il settore dei trasporti entro il 2040:

Terminare le vendite di nuovi veicoli alimentati a diesel, benzina e a gas, compresi gli ibridi, al più tardi entro il 2028, e fermare gradualmente la circolazione di tutti i veicoli con motore a combustione interna in Europa entro il 2040 (nelle grandi città il divieto della circolazione di questi veicoli deve essere stabilito molto prima, a iniziare da quelli diesel).

Ridurre il parco veicoli leggeri del 27 per cento entro il 2030 e del 47 per cento entro il 2040, rispetto ai livelli del 2015.

• Aumentare il tasso di occupazione e di utilizzo di tutti i restanti veicoli leggeri per passeggeri rispettivamente del 25 per cento e del 20 per cento tra il 2020 e il 2050.

Ridurre l’utilizzo di veicoli privati dall’attuale 62 per cento del totale al 42 per cento nelle grandi aree urbane (con una riduzione ancora più significativa nei centri urbani) e dall’attuale 79 per cento al 68 per cento nelle aree non urbane entro il 2040.

Diminuire la domanda di mobilità del 12 per cento entro il 2040 rispetto ai livelli preCovid (escluso il trasporto aereo, la cui diminuzione dovrà essere maggiore).

Ridurre il numero di autocarri sulle strade europee dagli attuali 6 milioni a 3,6 milioni entro il 2040, e al contempo raddoppiare l’utilizzo della navigazione interna e del trasporto ferroviario dal 29 per cento al 58 per cento entro il 2040.

Limitare l’uso dei cosiddetti «e-fuels» (carburanti sintetici prodotti da elettricità) a quelli prodotti da energia rinnovabile e a modalità di trasporto che non hanno alternative valide, come l’aviazione.

Ridurre del 33 per cento il numero totale di chilometri volati per passeggero. Tale riduzione potrebbe essere necessariamente più elevata qualora i combustibili sintetici da rinnovabili non riuscissero a soddisfare tutta la domanda.

• Ridurre entro il 2040 il consumo di energia nei trasporti di superficie, nel trasporto merci e nell’aviazione del 63 per cento rispetto al 2015.


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