Huawei conferma: Mate 40 sta per arrivare. Ma il futuro resta incerto

Huawei conferma: Mate 40 sta per arrivare. Ma il futuro resta incerto

C’è un altro dettaglio legato al video: a pubblicarlo è stato l’account ufficiale di Huawei Mobile UK; ciò lascia intendere che l’azienda voglia inviarlo all’Europa e stempera un po’ l’ipotesi che la distribuzione dei prossimi Mate sarà riservata al mercato asiatico. Quando però è ancora tutto da stabilire.

La presentazione della gamma Mate 40 a ottobre è un’ipotesi che rimane valida. Ad avvalorarla sono i colleghi di WinFuture che fanno riferimento ad un live streaming fissato per la metà del mese prossimo. Ciò sarebbe in linea con le dichiarazioni di Yu relative ad un debutto vicino. Si torna però a porre l’accento sulla presentazione che è un concetto diverso dall’effettiva commercializzazione. Non si può quindi ancora escludere che in Europa le vendite dei Mate 40 partiranno non prima dell’anno prossimo.

La stessa fonte riporta che Mate 40 sarà equipaggiato con un inedito SoC con processo produttivo a 5nm e modem 5G integrato. Il nuovo chip Kirin, in precedenza identificato come Kirin 9000 ma non ancora presentato da Huawei, rischia di essere l’ultimo esponente dei SoC realizzati da TSMC per conto di Huawei se le restrizioni statunitensi non si allenteranno. TSMC ha infatti interrotto le forniture a Huawei a partire da ieri (15 settembre).

Mate 40 (ci dovrebbe essere anche quest’anno una variante Pro) punterebbe inoltre su un comparto fotocamera molto prestante e su una tecnologia per rendere le operazioni di ricarica della batteria ancor più veloci rispetto alla passata generazione – si ricorda che Mate 30 e Mate 30 Pro supportano la ricarica rapida cablata a 40W e wireless a 24W. Ma per finalizzare l’intero progetto e avere delle prospettive per renderlo sufficientemente redditizio Huawei deve sciogliere un nodo con i fornitori che si fa sempre più aggrovigliato.

L’inasprimento delle misure restrittive disposte dal Governo Trump scattato ieri impone infatti che anche le aziende non statunitensi, ma che utilizzano tecnologia sviluppata negli Stati Uniti, interrompano i rapporti commerciali con Huawei o che, in alternativa, ottengano un’esplicita licenza per continuare a portarli avanti.

Ciò di fatto restringe notevolmente il numero dei fornitori e, secondo un recente rapporto diffuso da Digitimes, sta coinvolgendo anche le stesse aziende cinesi che, per timore di violare le sanzioni commerciali statunitensi, hanno deciso di tagliare i ponti con Huawei. Più nello specifico si fa riferimento a fornitori di semiconduttori (compresi quelli che spediscono a Huawei i moduli di memoria).

Lo scenario che si delinea, quindi, è ancora più grave di quanto ipotizzato in precedenza, perché dopo il dietrofront dei fornitori sudcoreani (oltre a TSMC anche Samsung, Samsung Display, LG Display e Sk Hynx) si sperava quanto meno che Huawei potesse continuare a trovare supporto in madrepatria. Quante siano esattamente le aziende cinesi che hanno deciso di voltare le spalle a Huawei Digitimes non lo dice, ma si tratta di indiscrezioni che mettono ancora più in forse la futura roadmap di smartphone del produttore.

Nell’immediato Huawei dovrebbe aver accumulato scorte sufficienti quanto meno per la prossima linea di smartphone Mate 40, ma il futuro resta quanto mai incerto.


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