Il virus corre nel centro storico, chiusa la moschea di Sottoripa

Il virus corre nel centro storico, chiusa la moschea di Sottoripa

Il primo bambino trovato positivo al coronavirus a Genova, due reparti del San Martino “contaminati” per i quali è scattata la sospensione dei ricoveri programmati, il potenziale focolaio nel centro storico che si allarga, con 20 cittadini del Bagladesh trovati positivi e la comunità musulmana costretta a chiudere il centro di preghiera di Sottoripa in attesa che vengano individuati e “tamponati” più di cento fedeli. Il Covid-19 serpeggia e si insinua nel cuore della città come una bomba pronta a esplodere. Arif Hasan, uno dei rappresentanti della comunità che ha il suo centro di preghiera nei fondi di un edificio che si affaccia su piazza Caricamento, proprio di fronte all’Acquario, ha diffuso un video parlando ai connazionali e spiegando che “la situazione è molto grave” perché “nell’ultima settimana molti nostri connazionali si sono ammalati di Covid, alcuni sono all’ospedale, altri a casa. Ci sono uomini, donne e bambini”. Per questo l‘imam l’Moinul Islam ha deciso di chiudere tutto. «Abbiamo bisogno di una settimana per sanificare e abbiamo preferito sospendere la preghiera in questa moschea non solo per precauzione, ma anche per rispetto dei cittadini che ovviamente sono preccupati», spiega il portavoce della comuità islamica di Genova, Alfredo Maiolese. I casi scoppiati nei vicoli e quello della bambina, di due anni, sono ovviamente collegati. Originaria del Bangladesh, è ricoverata al Gaslini da domenica assieme alla mamma, risultata contagiata. La bimba aveva già frequentato per qualche giorno un asilo nido del centro storico, per questo sono stati sottoposti a tampone un altro bambino, due maestre, un ausiliario e due cuoche: sono tutti in isolamento in attesa del risultato del test. La struttura non è stata chiusa perchè il lavoro è organizzato in modo che ci siano solo due bambini nello stesso ambiente. «Come per tutti i bambini non è un caso preoccupante – assicura il presidente della Regione, Giovanni Toti – dal punto di vista clinico, ma temo che ne avremo molti». Lorenzo Sampietro, direttore sociosanitario dell’Asl 3, non nasconde una certa preoccupazione. «La comunità musulmana ci sta aiutando molto, ma individuare eventuali contagiati non è facile perché la comunità è composta da più di mille persone e pesano anche le differenze culturali».
Mentre si aggira come un fantasma nel centro storico, il Covide riesce a superare ancora le barriere dell’ospedale San Martino, dove uno specializzando impegnato nel reparto di Oncologia Medica 1 è risultato positivo. Di conseguenza la direzione sanitaria ha disposto la temporanea sospensione dei ricoveri programmati e dal Pronto Soccorso. Stessa dinamica e stesse procedure sono state adottate per la Clinica di Medicina Interna 1 del Monoblocco, per un paziento positivo. Un attacco al Policlinico, perché già la clinica di Gastroenterologia e nelle due chirurgie all’11° piano del Monoblocco sono temporaneamente sospese le visite ai ricoverati fino a quando non arriveranno i risultati del secondo tampone effettuato a distanza di 7 giorni dal primo. «Nel giro di 20 ore abbiamo fatto 45 tamponi, a tutti insomma, dal personale medico e infermieristico, ai pazienti ricoverati fino a quelli dimessi – spiega il primario di Oncologia Medica 1, Alberto Sobrero – e nessuno è risultato positivo». Da protocollo, però, è scatta la sospensione dei ricoveri. «Dobbiamo attendere l’esito del secondo tampone e per una settimana il reparto non potrà accettare nuovi pazienti, che verranno comunque assistiti negli ambulatori e in day hospital». A Lavagna, infine, si attendono i risultati dei tamponi sul personale del pronto soccorso (30 test) dopo che un’infermiera è risultata positiva e ha contagiato una collega e un’operatrice socio-sanitaria.



Fonte originale: Leggi ora la fonte

giornalissimo-redazione