Incidente di Alex Zanardi I periti: «Handbike e asfalto non presentavano problemi»

Incidente di Alex Zanardi I periti: «Handbike e asfalto non presentavano problemi»

Lo stato del manto stradale e il funzionamento della handbike non avrebbero avuto un problemi. Sono rilevazioni che avrebbero trovato concordi i consulenti di parte nominati da procura, parte offesa e dall’unico indagato, per ricostruire la dinamica dell’incidente occorso ad Alex Zanardi lo scorso 19 giugno quando, mentre viaggiava sulla sua handbike, si scontro’ contro un autocarro lungo la provinciale 146 tra Pienza e San Quirico d’Orcia, nel Senese. Il campione paralimpico a seguito di quello scontro, è stato ricoverato un mese all’ospedale di Siena prima di essere trasferito in una clinica di riabilitazione in provincia di Lecco e poi all’ospedale San Raffaele di Milano.

Proprio martedì 15 settembre è stata depositata la perizia, disposta dalla procura che indaga sull’incidente che ha causato conseguenze gravissime per l’ex pilota. L’unico indagato è il conducente dell’autocarro, atto definito dovuto proprio ai fini degli accertamenti tecnici da eseguire. La sua difesa ha poi nominato come consulente per ricostruire la dinamica dell’incidente l’ingegnere Mattia Strangi di Bologna mentre la famiglia Zanardi ha incaricato l’ingegner Giorgio Cavallin di Padova. A effettuare la consulenza per la procura l’ingegner Dario Vangi, già perito per l’inchiesta sulla morte di Franco Ballerini durante un rally nel 2010 e nell’indagini sulla strage di Viareggio.

Dagli accertamenti dei consulenti, in base a quanto appreso, il manto stradale, finito sotto analisi per verificare se avvallamenti o buche potessero aver fatto perdere aderenza alla handbike, sarebbe risultato non ammalorato, ovvero senza difetti. Quanto alla handbike, sarebbero state riscontrate sì delle rotture ma secondo gli accertamenti sarebbero dovute all’urto contro l’autocarro. Il veicolo non avrebbe avuto problemi né rotture meccaniche prima dello scontro.

Su cosa possa aver fatto sbandare Alex Zanardi le ipotesi però restano aperte. Tra le ipotesi avanzate dopo l’incidente anche la velocità mentre il gruppo di testa della staffetta Obiettivo 3, con Zanardi e altri tre ciclistici, stava affrontando un tratto di strada in discesa. Sempre secondo quanto si apprende la consulenza escluderebbe invece definitivamente che il cellulare di Zanardi e il navigatore possano essere tra le cause della perdita di controllo dell’handbike e del conseguente urto contro il camion che procedeva in direzione opposta.


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