“La febbre si continua a misurare a scuola”, il Tar promuove il governatore Cirio e boccia la richiesta del governo

“La febbre si continua a misurare a scuola”, il Tar promuove il governatore Cirio e boccia la richiesta del governo

Le scuole continueranno a misurare la febbre agli studenti, in Piemonte. Tutto rimane com’è, almeno fino al 14 ottobre. È stata rigettata la domanda di sospensione cautelare del governo che aveva impugnato il decreto emesso dal governatore Alberto Cirio, assistito da Vittorio Barosio assieme agli avvocati della Regione. “Considerato che il provvedimento regionale impugnato integra e non sovverte il contenuto della disciplina statale – scrive il presidente del Tar Vincenzo Salamone e che  – il rischio sanitario per la Regione Piemonte, tanto più alla luce del fatto che l’apertura delle scuole avrebbe determinato un logico aumento del rischio di contagi, era comunque tale da giustificare l’adozione dei provvedimenti straordinari del caso”, il Tar ha deciso di lasciare in vigore il decreto regionale fino a quando la causa sarà discussa in camera di consiglio, davanti al collegio di giudici, il 14 ottobre.

“A fronte dell’assenza del danno per lo Stato lamentato nel ricorso, la sospensione dell’efficacia del decreto impugnato comporterebbe una riduzione del livello di tutela dal contagio presso gli istituti scolastici piemontesi, (come documentato dagli atti prodotti della Regione e non puntualmente contesti dalle parti pubbliche ricorrenti) poiché senza le misure regionali di cui al decreto impugnato, resterebbe solo la norma statale con il suo invito a “coinvolgere” le famiglie nel controllo della temperatura dei bambini, non assistito da alcun meccanismo concreto di verifica (quale è quello previsto dal decreto regionale impugnato) e le scuole non sarebbero tenute a verificare che gli studenti presenti negli istituti non siano effettivamente portatori di sintomi con gravi rischi di diffusione della infezione” si legge nella motivazione della decisione.

Si tratta di una prima parziale vittoria per la Regione: l’ordinanza non si sospende e nel merito si discuterà il 14 ottobre davanti al collegio di giudici.

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