M5s a Roma, rivolta contro Raggi e i vertici: “Censura, è fascismo”

M5s a Roma, rivolta contro Raggi e i vertici: “Censura, è fascismo”

Consiglieri ribelli, correnti e ritiri disertati. Il Movimento 5 Stelle capitolino è sull’orlo di una crisi di nervi. Una scarica di energie negative che rimbalza dal Campidoglio, dove Virginia Raggi è alle prese con una maggioranza deflagrata alla notizia della sua ricandidatura a sindaca, sino ai municipi. Da giorni all’Appio-Tuscolano, nella VII ex Circoscrizione governata da Monica Lozzi, si respira da giorni un clima da spy story telematica. Gli ingredienti ci sono tutti: telefonate top secret, assessori comunali e probiviri grillini sul piede di guerra (virtuale) in chat e pagine Facebook rubate.

Nella selva grillina, però, bisogna procedere con la massima cautela. Dal “daje” con cui Beppe Grillo ha festeggiato la notizia della prima cittadina è successo davvero di tutto e oggi il quadro è più che mai complesso. Raggi deve fare i conti con Crea Movimento, l’associazione fondata da Marcello De Vito, il presidente dell’Assemblea capitolina ancora imputato di corruzione per un’inchiesta legata all’indagine sullo stadio della Roma. Poi c’è il fronte dei 5 presidenti di commissione (Enrico Stefàno, Alessandra Agnello, Donatella Iorio, Angelo Sturni e Marco Terranova) stufi di “slogan e personalismi”. Mal di pancia evidenziati dall’assenza al ritiro convocato lo scorso sabato a Ostia Antica dai fedelissimi della sindaca grillina: al pranzo e al faccia a faccia con l’inquilina del Campidoglio si sono presentati 13 consiglieri su 27, meno della metà.

Ma i guai non sono finiti qui, perché ora sono i municipi a rivoltarsi. Era successo all’inizio della consiliatura, con i tumulti che hanno portato alla fine dell’esperienza grillina a Montesacro e alla Garbatella, III e VIII ex Circoscrizione. Gran caos anche a metà del percorso, con il tracollo del IV e dell’XI Municipio. Ora è il turno del VII, dove ad affrontare a brutto muso il M5S e il Campidoglio non è più la sola Monica Lozzi, arcinemica di Raggi passata a Italexit, sotto l’ala sovranista di Gianluigi Paragone. Contro la sindaca ora ci sono anche i consiglieri municipali, un esercito di eletti che ha deciso di denunciare la censura del Movimento. Roy Andrea Guido, capogruppo all’Appio-Tuscolano, lo dice chiaramente: “Qui ne va della sopravvivenza dei 5S”. E poi racconta la sua “piccola storie triste fatta di tentativi di eliminazione ed esclusione, di emarginazioni, di non ascolto, censure mirate e cancellazioni di libero pensiero esercitato nel pieno diritto politico e istituzionale. Una storia fatta di golpe notturni e di bavagli alla voce di un territorio intero”.

Il racconto parte con l’uscita di Lozzi dal Movimento. A quel punto sono i probiviri a muoversi e a contattare i consiglieri municipali. La minisindaca riottosa, la stessa che rivendica come una propria vittoria la demolizione delle villette abusive dei Casamonica ultrapubblicizzata da Virginia Raggi, ha lasciato i 5S. E, per i vertici del Movimento, la sua maggioranza dovrebbe voltarle le spalle. Gli eletti, invece, vanno avanti “per i cittadini” e rivendicano i risultati raggiunti in uno dei pochi territori in cui i grillini sono riusciti davvero a incidere. I big pentastellati non ci stanno e scatta la prima censura. Sul Blog delle Stelle, denuncia Roy Andrea Guido, “sparisce il lavoro di una consigliera municipale su un tema importante come quello dei vuoti a rendere e della riduzione dei rifiuti organici, senza alcun preavviso e solo pochi giorni dopo la pubblicazione”.

Quindi il repulisti in chat. “Assessori della giunta Raggi e presidenti di commissione – continuano dal VII Municipio – ci hanno cominciato a eliminare dai gruppi di lavoro coordinato”. La purga non è solo 2.0, perché i facilitatori del 5S nel frattempo scavalcano i consiglieri e tornano a parlare con gli attivisti. “Quella base famosa – continua Guido – fatta di attivisti e Meetup che il Movimento ha disconosciuto come parte formale del M5S, abbandonandola in questi anni, ma recuperandola solo per obiettivi di comodo o per il reperimento di manodopera in tempi di campagna elettorale”. L’obiettivo è mettere i sostenitori dei pentastellati contro i politici che hanno eletto in Circoscrizione. Una manovra che diventa palese alle 3 della notte del 2 settembre. Un comunicatore passato dal Comune al Movimento nazionale requisisce la pagina Facebook dei grillini del VII Municipio e rimuove tutti i post scomodi per Virginia Raggi e il M5S.

Censura bruta: il capogruppo viene rimosso dagli amministratori del profilo, che finisce nelle mani di due degli attivisti contattati nel frattempo dai facilitatori. Sulla pagina ora vengono rilanciate soltanto le news che piacciono al gotha pentastellato. Fine dei giochi, ma non per i consiglieri imbavagliati dai 5 Stelle: “Così, almeno per ora si chiude, questa piccola storia triste che racconta la volontà di censurare ed emarginare un’intera esperienza di governo, spegnendo la voce libera di un intero territorio che ancora è legittimato a fare ciò che fa. Tornano alla mente pensieri orwelliani e tristi frangenti storici di impronta totalitaria e di regime. Ma da emarginati diventeremo partigiani”. Ovviamente contro Raggi. In quattro anni abbondanti, Guido non ricorda di averla “mai vista e mai sentita all’Appio-Tuscolano”. Dove, invece, sono arrivati i censori pentastellati.



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