Nvidia GeForce RTX 3080 alla prova, l’era del ray tracing è finalmente iniziata

Sono passati quasi due anni (per l’esattezza tra pochi giorni) dal debutto delle prime schede video GeForce RTX 2000 basate su architettura Turing, la prima a introdurre il concetto di ray tracing accelerato da core dedicati (RT core) e l’uso dell’intelligenza artificiale per il miglioramento della qualità d’immagine senza applicare l’anti-aliasing e intaccare le prestazioni (tramite i Tensor core e la tecnologia DLSS). Un anno più tardi la serie RTX 2000 è stata aggiornata dalle proposte SUPER, basate sugli stessi fondamentali delle GPU precedenti ma segnate da semplici cambiamenti al numero di core, frequenze e al quantitativo di memoria.

Sapevamo che Nvidia aveva in serbo una nuova gamma di schede video gaming basate su una nuova architettura e l’azienda, nelle scorse settimane, è uscita allo scoperto annunciando i primi modelli della linea GeForce RTX 3000 basati sul progetto Ampere, concepito attorno al processo produttivo a 8 nanometri personalizzato di Samsung (chiamato 8N).

L’azienda ha annunciato tre modelli che si chiamano GeForce RTX 3090, RTX 3080 e RTX 3070, tutte soluzioni di fascia alta o altissima (nel caso della RTX 3090), che promettono letteralmente di fare a pezzi qualsiasi scheda video disponibile in commercio al momento. E poiché Nvidia domina da due anni la fascia alta, questo significa dare letteralmente un colpo nello stomaco alle GeForce RTX 2000, proponendo un salto in avanti nelle prestazioni come non se ne sono mai visti fino a oggi.

In questo articolo ci occupiamo della GeForce RTX 3080 Founders Edition, la vera top di gamma gaming secondo Nvidia. La GeForce RTX 3090 è infatti una proposta che l’azienda rivolge a un pubblico di nicchia e va vista di conseguenza come un successore della precedente Titan RTX. La GeForce RTX 3080, invece, rappresenta ciò che la RTX 2080 Ti ha incarnato nell’ultima generazione: il sogno di tutti i videogiocatori.

In verità, c’è un dubbio su dove collocare la RTX 3080: numericamente parlando dovrebbe rappresentare l’evoluzione della RTX 2080 o della RTX 2080 SUPER, ma in termini velocistici fa letteralmente a fette persino la RTX 2080 Ti, ed è per questo che in questo articolo vedrete uno scontro tra tutte le “80” di precedente generazione e la nuova arrivata.

Nelle scorse settimane abbiamo pubblicato un articolo sulle novità dell’architettura Ampere, e di come siano proprio questi progressi a conferire alla GeForce RTX 3080 un vantaggio – a tutti i livelli – sulla precedente serie che è davvero, davvero imbarazzante (vedere i test più avanti per credere). Facciamo per un breve excursus: abbiamo il doppio dei core FP32 per SM (Streaming Multiprocessor), e questo migliora le prestazioni con i classici videogiochi basati sulla rasterizzazione, ma non solo: Nvidia ha migliorato RT core e Tensor core, ora rispettivamente alla seconda e terza generazione.

Gli RT core di Ampere sono capaci di gestire le intersezioni dei raggi con i triangoli al doppio della velocità e riescono a occuparsi anche del motion blur, mentre la terza generazione dei Tensor Core svolge due volte i calcoli legati alle matrici sparse, con ovvi benefici per tutto ciò che riguarda il DLSS, la sua qualità e le prestazioni. Vi suggeriamo di leggere l’articolo su Ampere per capire la portata di queste innovazioni: adesso passiamo all’oggetto della recensione, la GeForce RTX 3080, partendo dall’esterno per entrarne via via sempre più all’interno della scheda.

GeForce RTX 3080 Founders Edition, un nuovo design

Vista da fuori la GeForce  RTX 3080 FE è totalmente diversa dalle Founders Edition precedenti. L’anno passato c’era stato il passaggio a un dissipatore a doppia ventola, dopo anni di soluzioni a singola ventola. Guardando questa RTX 3080 FE da un solo lato, sembrerebbe che la scheda sia stata dotata di una sola ventola, ma in realtà le ventole sono due, posizionate in modo differente.

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Le due ventole non sono più su una faccia della scheda una accanto all’altra e sullo stesso asse, ma quella di destra nella parte alta e quella sinistra in quella bassa. Sono insomma “sfalsate” l’unica rispetto all’altra. La decisione di posizionare le ventole in questo modo è legata al funzionamento dell’intero sistema di raffreddamento della scheda video, che deve raffreddare rapidamente una GPU potente e tutti i componenti presenti sul PCB, che tra l’altro ha dimensioni ben più contenute (e quindi c’è una densità maggiore) rispetto alle schede video precedenti e si presenta con una forma finale a V, quindi non è rettangolare come al solito.

Tutto è interconnesso. Nvidia ha guardato al mondo dei PC da gioco e ha notato che ormai, la quasi totalità delle configurazioni, si basa su case che hanno una o più ventole frontali che immettono aria fresca all’interno. Questa aria fresca corre proprio nella parte bassa centrale del case e può essere intercettata dalle ventole della scheda video. La prima ventola, quella di destra incastonata nella scheda proprio grazie al finale a V del PCB, raccoglie l’aria fresca e soffia fuori l’aria calda dalla parte superiore, affinché venga a sua volta catturata da una ventola collocata nella parte posteriore del case. La ventola di sinistra è invece collocata in prossimità della GPU e ha il compito di buttare fuori l’aria calda dalle feritoie posteriori.

Questa configurazione è però figlia anche di quello che non si vede, nel senso che Nvidia ha creato un PCB molto più piccolo e denso per questa GeForce RTX 3080 (peraltro dotato di 18 fasi), e tutto il calore prodotto viene raccolto da una camera di vapore ibrida con heatpipe che trasportano il calore proprio sotto la ventola di destra. Scendendo però, come potete vedere nell’immagine diffusa da Nvidia più sotto, c’è un voluminoso radiatore che serve ad ampliare la superficie di dissipazione per una migliore gestione del calore.

Se quindi rimaniamo concentrati sul lato destro della scheda, vediamo come l’aria fresca attraversi le alette del radiatore, le heatpipe sottostanti e fuoriesca dalla ventola, puntando verso la parte alta del case. La ventola di estrazione posteriore (ma potrebbero anche essere le ventole sulla parte superiore del case o quelle di un radiatore di un sistema a liquido), cattura quest’aria calda e poi la espelle dal sistema. A questa si aggiunge la già citata ventola nella parte bassa sinistra, che raccoglie aria fredda dal basso ed espelle aria calda dalle feritoie posteriori. Il tutto è tenuto insieme da un telaio unibody. Da sottolineare inoltre l’introduzione della modalità 0dB, ossia quando la scheda è sotto un determinato carico, le ventole rimangono ferme.

Nvidia assicura che l’aria calda soffiata nella metà superiore del case non comporta problemi al raffreddamento delle CPU: l’azienda ha provato moltissime combinazioni per assicurarsi che il nuovo design della Founders Edition non impatti sugli altri componenti del sistema. L’azienda puntualizza inoltre che anche mettendo la scheda video in verticale, il sistema di raffreddamento della scheda funzionerà pressoché con la medesima efficienza.

Secondo l’azienda statunitense, il nuovo sistema di raffreddamento è in grado di gestire 90W in più rispetto al precedente e in un test interno svolto a parità di carico ha dimostrato come sia molto più scalabile del precedente progetto: con un carico fisso di 320W per la RTX 3080 e RTX 2080, la prima ha raggiunto temperature di 20° inferiori pur con una rumorosità di 10 dB più bassa.

Connettore a 12 pin, nuove uscite video e PCI Express 4.0

Sempre osservando la scheda da fuori, non può sfuggire il connettore PCIe a 12 pin di nuova fattura. Questo connettore è funzionale per alimentare la scheda e farlo occupando meno spazio possibile sul PCB. Il connettore a 12 pin è grande pressoché come un connettore a 8 pin, ma può sostenere potenze maggiori.

In questo caso, poiché non esistono alimentatori con un connettore simile, Nvidia ha inserito nella scatola un adattatore per favorire il collegamento di due cavi a 8 pin. Arriveranno però anche cavi che consentiranno il collegamento dei due connettori a 8 pin alla fonte, cioè all’alimentatore, favorendo quindi una gestione dei cavi in vista migliore.

Nvidia ha assicurato che si tratta di un progetto a disposizione non solo dei partner, ma anche di altre aziende: se AMD o Intel volessero usarlo per le future schede video, potrebbero farlo senza alcun problema. Per quanto concerne le uscite video, la RTX 3080 FE ha tre DisplayPort 1.4 e soprattutto di una HDMI 2.1, specifica che consente di gestire, grazie a un unico cavo, la risoluzione 8K a 60 Hz oppure il 4K a 120 Hz (garantito inoltre il supporto all’HDR 12 bit).

Sempre in tema di video, le nuove schede GeForce RTX 3000 hanno un encoder di settima generazione (lo stesso delle schede RTX 2000) che userà il nuovo Video Codec SDK 10.0, un SDK rinnovato che sarà integrato nei prossimi mesi nelle app di streaming sbloccato nuovi preset con ulteriori opzioni prestazionali.

Allo stesso modo, tutte le schede Ampere hanno un decoder di quinta generazione, differente da quello di Turing, e in grado di abilitare l’accelerazione della decodifica di AV1 tramite la GPU. AV1 è un codec che richiede una bandwidth del 50% e permette la riproduzione di video fino all’8K HDR senza un grande impatto prestazionale sulla CPU.

Altra novità per Nvidia è il supporto PCI Express 4.0 da parte delle nuove schede video, ma ciò non significa che non potrete installarle anche sulle schede madri con slot PCIe 3.0: non ci sono incompatibilità di sorta. Nvidia ha inoltre affermato che la differenza prestazionale usando le schede RTX 3000 su bus PCI Express 4.0 oppure 3.0 è ampiamente dipendente dal carico, ma in linea generale è di pochi punti percentuali, perciò non è un elemento di cui necessariamente preoccuparsi nella realizzazione di un nuovo PC.

GeForce RTX 3080, specifiche tecniche

  GeForce RTX 3080 GeForce RTX 2080 Ti GeForce RTX 2080
Architettura e GPU Ampere GA102 Turing TU102 Turing TU104
Processo produttivo Samsung 8nm TSMC 12nm TSMC 12nm
Die Size 628 mm2 754 mm2 545 mm2
Transistor 28 miliardi 18,6 miliardi 13,6 miliardi
CUDA Core 8704 4352 2944
TMUs / ROPs 272 / 96 272 / 88 184 / 64
Tensor / RT Core 272 / 68 544 / 68 368 / 46
Base Clock 1440 MHz 1350 MHz 1515 MHz
Boost Clock 1710 MHz 1545 MHz 1710 MHz
Capacità memoria 10 GB GDDR6X 11 GB GDDR6 8 GB GDDR6
Bus memoria 320 bit 352 bit 256 bit
Velocità memoria 19 Gbps 14 Gbps 14 Gbps
Bandwidth 760 Gbps 616 GB/s 448 Gbps
TGP 320W 250W 215W

Siamo giunti finalmente alle specifiche tecniche della GeForce RTX 3080 Founders Edition. In virtù del raddoppio delle unità FP32 abbiamo molti CUDA core all’interno della GPU GA102, che ricordiamo essere prodotta da Samsung con un processo a 8 nanometri personalizzato. La GPU conta 28 miliardi di transistor e offre prestazioni di picco per quanto riguarda gli shader di 30 TFLOPs, a cui si affiancano i 58 TFLOPs degli RT Core e i 238 TFLOPS massima raggiunti dai Tensor core. La RTX 2080 si ferma a 10 TFLOPs per le prestazioni di shading, 30 TFLOPs per quanto concerne il ray tracing e 81 TFLOPs per i calcoli gestiti dai Tensor core.


GPU GA102 al completo

Il GA102 della RTX 3080 ha 6 GPC (Graphic Processing Cluster), 34 TPC (texture processing cluster) e 68 SM (Streaming Multiprocessor), per un totale di 8704 CUDA core che lavorano tra 1,44 GHz e 1,71 GHz. La GPU implementa al suo interno anche 68 RT core, 272 Tensor core, 272 TMU e 96 ROPs. La scheda ha un bus a 320 bit, che collega la GPU a 10 GB di memoria di tipo GDDR6X (di cui potete approfondire le novità qui) a 19 Gbps, per una bandwidth di 760 GB/s.


Il chip GA102 a bordo della GeForce RTX 3080

La quantità di memoria, secondo Nvidia, è più che sufficiente: non c’è videogioco che possa saturarla al momento e nel prossimo futuro. Per concludere, la RTX 3080 ha un TGP di 320W, un valore elevato ma che secondo Nvidia è comunque non così alto se si tiene conto del salto prestazionale rispetto alla precedente generazione.

Configurazione di test

I test sono stati condotti alle risoluzioni video di 1920×1080 pixel, 2560×1440 pixel e 3840×2160 pixel, cercando sempre di usare impostazioni qualitative molto spinte per spostare il carico quanto più possibile sulla GPU. Di seguito le schede video inserite all’interno di questo confronto:

  • NVIDIA GeForce RTX 2080Ti (Founders Edition)
  • NVIDIA GeForce RTX 2080 (Founders Edition)
  • NVIDIA GeForce RTX 2070 Super (Founders Edition)
  • NVIDIA GeForce RTX 2060 Super (Founders Edition)
  • NVIDIA GeForce RTX 2060 (Founders Edition)
  • AMD Radeon VII (reference board)
  • AMD Radeon RX 5700XT (reference board)
  • AMD Radeon RX 5700 (reference board)
  • AMD Radeon RX 5600XT (Sapphire Pulse)

A seguire la configurazione del sistema utilizzato per i test:

  • Sistema operativo: Windows 10 Pro italiano
  • Processore: Intel Core i9-10900K
  • Alimentatore: CoolerMaster Silent Pro Gold 1200 Watt
  • Scheda madre: ASUS ROG Maximus XII Hero WiFi
  • Memoria: G.Skill Trident-Z 2x8Gbytes DDR4-4000 (17-17-17-37)
  • SSD: Crucial P1 M.2 2280 1TB
  • Driver video NVIDIA: GeForce 456.16
  • Driver video AMD: Radeon 20.8.3

Di seguito i titoli inseriti nel confronto, sia per i test tradizionali che con tecnologie RTX e DLSS abilitate – alcuni giochi sono stati provati sia in modalità tradizionale che con RTX attivo:

  • Metro Exodus – Ultra – DX12 (test RTX)
  • Hitman 2 – DirectX 12 – livello dettaglio Ultra – schermo intero – Miami
  • Shadow of the Tomb Raider – DX12 – Massima – TAA (test RTX)
  • AC: Odyssey – Massima
  • Far Cry 5 – Ultra
  • Ghost Recon Wildlands – DX11 – Ultra
  • Red Dead Redemption 2 – Ultra – livello qualità: privilegia qualità – Vulkan
  • F1 2020 – Altissima – Monaco – Pioggia Forte
  • Borderlands 3 – DX12 – Duro (Hard)
  • Doom Eternal – Vulkan
  • Control – DX12 – Ultra (test RTX)
  • Battlefield V – Ultra (test RTX)
  • Wolfenstein Youngblood – mein leben, media dei due benchmark, Vulkan (test RTX: DLSS su qualità, riflessi RTX sì)
  • Minecraft RTX: Imagination Island RTX, 8 chunks, upscaling mode (test RTX)
  • Fortenite: (test RTX)

Prestazioni GeForce RTX 3080

Giochi tradizionali

Per analizzare la GeForce RTX 3080 siamo partiti da titoli che non supportano il ray tracing e il DLSS o che li supportano ma consentono di disabilitarli. Questo ci consente di provare le prestazioni della scheda con il rendering tradizionale, la cosiddetta rasterizzazione, per verificare le prestazioni della scheda e quelle dei suoi CUDA core. Il confronto in questo caso prevede una schiera di soluzioni RTX 2000 e le proposte più recenti di casa AMD.

Partiamo da Metro Exodus, provato in DirectX 12 e dettagli Ultra. È interessante notare come la GeForce RTX 3080 sia all’incirca il 60% più veloce della RTX 2080, mentre il gap scenda tra il 20% e il 25% se raffrontata con la GeForce RTX 2080 Ti.

Nel caso di HItman 2, le differenze in Full HD sono davvero risicate, ma si ampliano soprattutto in 4K, con la RTX 3080 più veloce di oltre il 50% rispetto alla RTX 2080, mentre la RTX 2080 Ti è distaccata “solamente” di quasi il 20%.

Shadow of the Tomb Raider di mostra come in 4K la GeForce RTX 3080 voli rispetto alla RTX 2080, con un +72% che denota tutta la potenza della nuova arrivata. La RTX 2080 Ti si difende, per così dire, con un gap del 30% circa.

Nel trittico di giochi Ubisoft (Odyssey, Ghost Recon Wildlands e Far Cry), la nuova GeForce RTX 3080 distanzia la RTX 2080 del 50-60% in 4K, mentre la RTX 2080 Ti è staccata 20/30% a seconda della risoluzione.

Abbiamo testato anche Red Dead Redemption 2 e anche in questo caso la nuova GeForce basata su architettura Ampere demolisce costantemente la RTX 2080 distanziandola tra il 40% e il 65% a seconda della risoluzione, mentre la scheda GeForce RTX 2080 Ti è staccata del 30% più lenta.

Distacchi che oseremmo definire “bulgari” in F1 2020, in particolare in 4K, con la RTX 3080 che distanza le avversarie RTX 2080 Ti e RTX 2080 rispettivamente del 60% e di oltre il 100%! È un caso limite, il gioco evidentemente predilige la nuova architettura alle alte risoluzioni.

Borderlands 3 premia ancora in modo chiaro e lampante la scheda Ampere con prestazioni del 40% superiori in 4K rispetto alla RTX 2080 Ti e del 98% maggiori nei confronti della RTX 2080. La RTX 2080 SUPER è staccata del 75%.

Concludiamo l’analisi dei giochi “tradizionali” con Doom Eternal, titolo nato per girare a FPS più alti possibili. La GeForce RTX 3080 stacca la vecchia generazione in modo netto, di circa il 58% la RTX 2080 Ti e dell’84% la RTX 2080.

Ricapitolando, la RTX 3080 è una scheda che gestisce i giochi tradizionali a tutte le risoluzioni producendo altissimi FPS, persino in 4K. Il salto in avanti rispetto alla generazione Turing è davvero incredibile e tanti appassionati che hanno deciso di non passare dalla serie GTX 1000 alla RTX 2000 troveranno in queste nuove proposte ciò che cercavano. La GeForce RTX 3080 stacca in 4K la RTX 2080 Ti di oltre il 30% e si mangia la RTX 2080 con un balzo prestazionale del 70% nei dieci titoli che abbiamo testato.

Giochi con ray tracing e DLSS

Alcuni dei titoli che abbiamo provato per i test “classici” offrono sia il ray tracing che il DLSS, e quindi li abbiamo riprovati con queste due tecnologie attive, in modo da mettere a frutto RT core e Tensor core delle serie RTX 2000 e RTX 3000. Si parla di rendering ibrido, con il ray tracing che si affianca alla classica rasterizzazione. In questa sezione di test abbiamo aggiunto altri giochi, sempre con supporto alle due tecnologie, così da osservarne l’impatto.

Tra i giochi per antonomasia con ray tracing e DLSS c’è Wolfenstein Youngblood, un titolo dove la nuova RTX 3080 riesce a staccare di quasi il 30% la RTX 2080 Ti e del 60% la RTX 2080, ovviamente a risoluzione 4K.

Altro gioco importante in tema di ray tracing e DLSS è Control di Remedy, produzione che proprio per la sua natura si presta a far risaltare le due tecnologie, in particolare il ray tracing. La RTX 2080 Ti viene staccata del 35% in 4K e la RTX 2080 di ben il 75%, segno che la nuova architettura Ampere ha unità RT core e Tensor core veloci, oltre ai CUDA core migliorati.

Battlefield V è stato tra i primi a implementare il ray tracing e quindi entra di diritto nella suite. La GeForce RTX 3080 stacca la RTX 2080 di circa il 50% in 4K, mentre la RTX 2080 Ti subisce un 20%.

Shadow of the Tomb Raider vede gap leggermente superiori rispetto a BF5, con la nuova arrivata che distanza l’ex ammiraglia del 25% e la RTX 2080 di oltre il 66%.

Minecraft RTX ci mostra ancora una volta come la RTX 3080 sia nettamente superiore a tutte le RTX della serie 80 precedenti, con un aumento delle prestazioni in 4K di oltre il 40% rispetto alla RTX 2080 Ti e un balzo dell’87,5% sulla RTX 2080.

Infine, ecco Metro Exodus, dove la RTX 3080 stacca la RTX 2080 Ti del 29% in 4K e la RTX 2080 del 69%. Nel complesso la RTX 3080 stacca la RTX 2080 Ti del 27% in 4K con RT e Tensor core alla frusta, mentre il balzo dalla RTX 2080 è del 65% circa.

Giochi con ray tracing attivo e DLSS disattivato

Il DLSS, giunto alla versione 2.0, ha fatto un enorme passo avanti rispetto al passato (vedere per credere) e si tratta di una tecnologia davvero utile quando supportata per permettere alle GPU di gestire il ray tracing e al tempo stesso offrire sia una qualità grafica elevata che prestazioni accettabili. Abbiamo eseguito alcuni test per quantificare l’impatto del DLSS, quindi l’abbiamo disattivato e in alcuni titoli per vedere la differenza rispetto ai test con DLSS attivo.

Se guardiamo Control, vediamo che il DLSS è davvero funzionale per garantire prestazioni giocabili in 4K o quasi. La RTX 3080 passa da 60,2 a 32,4 fps, la RTX 2080 Ti da 44,6 a 24,3 fps. Se finora giocare Control con il ray tracing attivo e il DLSS non permetteva di goderselo in 4K, la GeForce RTX 3080 ci riesce o quasi: stiamo infatti guardando a un frame rate medio, quindi non avrete costantemente 60 fps. In ogni caso il balzo è nuovamente di quelli importanti.

Metro Exodus mostra come le vecchie schede RTX 2000 beneficino leggermente di più dell’attivazione del DLSS, ma anche in questo caso solo la RTX 3080 si avvicina a offrire prestazioni giocabili in 4K. Il DLSS si riconferma una tecnologia fondamentale per la gestione del ray tracing.

Nel caso di Shadow of the Tomb Raider, l’attivazione del DLSS è fondamentale per assicurare la piena giocabilità del titolo: si passa da 49 a 70 fps, con un boost superiore al 40%. La tecnologia sembra aiutare leggermente di più la vecchia architettura Turing, sia perché sgrava di più una GPU alla corda che per il fatto che i titoli odierni non sono ottimizzati per la nuova architettura Ampere.

Anche con Minecraft RTX il DLSS gioca un ruolo fondamentale per portare la nuova GPU Ampere a valori di giocabilità. Le altre soluzioni devono necessariamente ripiegare su risoluzioni inferiori. A ogni modo, anche in questo il DLSS aiuta di più le vecchie GPU. Evidenziamo un gap di oltre il 40% in 4K tra la RTX 3080 e la RTX 2080 Ti con DLSS disattivato, anche se le prestazioni risultano ben lontane dai 60 fps.

Fortnite con RTX e DLSS, immagini e test in anteprima

Nvidia, in collaborazione con Epic Games, ha preparato una mappa di Fortnite, RTX Treasure Run, appositamente studiata trasmettere il senso del ray tracing. Si tratta di una sorta di tech demo per certi versi, simile all’implementazione del ray tracing fatta in Minecraft RTX. La mappa, che sarà disponibile al pubblico prossimamente, ci ha letteralmente lasciati a bocca aperta, con una delle più evidenti implementazioni del ray tracing fino a oggi.


A sinistra RTX off, a destra RTX On, cliccare per ingrandire


A sinistra RTX off, a destra RTX On, cliccare per ingrandire

Come si può vedere negli screenshot, con ray tracing abilitato abbiamo riflessioni che dipendono dall’effettiva composizione poligonale della scena, con ogni pixel riflesso in tempo reale e con totale fedeltà. Con la tradizionale rasterizzazione, invece, le riflessioni sono pre-confezionate e inevitabilmente approssimative. Il ray tracing, per di più, non solo migliora le riflessioni ma l’intera scena, con ombre, effetti di luce, effetti di occlusione ambientale e resa delle superfici in base al materiale di cui si costituiscono decisamente migliori.


A sinistra RTX off, a destra RTX On, cliccare per ingrandire


A sinistra RTX off, a destra RTX On, cliccare per ingrandire

Ovviamente non ci siamo limitati a sperimentare la mappa per goderci Fortnite RTX in anteprima, ma abbiamo svolto anche alcune prove per vedere il valore della GeForce RTX 3080 con la migliorata versione del titolo di Epic Games. Abbiamo provato il gioco in Full HD, WQHD e 4K, sia con RTX attivo che non. Il DLSS può essere attivato anche senza ray tracing e l’abbiamo impostato a diverse opzioni qualitative (prestazioni, bilanciato e raffinato).

In Full HD potete vedere come tutte le schede assicurino prestazioni giocabili, ma l’attivazione del ray tracing impatti notevolmente sul frame rate prodotto. La RTX 3080, con DLSS su Prestazioni, scende 327 a 194 fps, un calo del 40% circa.

In WQHD vediamo come l’attivazione dell’RTX sia ancora impattante e come la GeForce RTX 2080 entri definitivamente in crisi senza l’ausilio del DLSS, che ribadiamo fondamentale per il gaming con il ray tracing attivo. Solo la RTX 3080 garantisce prestazioni non così lontane dalla giocabilità.

Il 4K la situazione si fa ovviamente più dura e non sempre l’attivazione del DLSS aiuta a ottenere prestazioni giocabili. Il DLSS “Raffinato”, cioè alla massima qualità, fa sì che anche la RTX 3080 scenda sotto i 60 fps medi. Inutile dire che la disattivazione del DLSS dia il colpo del ko a tutte le schede video, che si trovano a gestire l’alta risoluzione e il ray tracing senza alcun ausilio.

Quest’ultimo grafico ci serve per fare un punto sui test svolti con ray tracing attivo. Vediamo che la RTX 3080 raggiunge tra il 35% e il 53% delle prestazioni con RTX disabilitato a seconda dell’impostazione del DLSS (spento, Raffinato, Bilanciato e Prestazioni). Questo ci mostra che, quantomeno in Fortnite, il DLSS riesce a estrarre qualcosa di più dai Tensor core di nuova generazione rispetto ai precedenti.

Frequenze, consumi, temperature e rumorosità

Consumi, temperature e rumorosità di funzionamento sono elementi che incidono nella valutazione di una scheda video forse meno della sua capacità di generare un adeguato quantitativo di frame al secondo, ma che in ogni caso rimangono molto importanti per definire il quadro complessivo. Nell’analisi della scheda GeForce RTX 3080 Founders Edition abbiamo optato per eseguire un confronto diretto con la scheda GeForce RTX 2080 Founders Edition, così da meglio evidenziare le differenze tra i due design sviluppati da Nvidia per queste schede.

Le rilevazioni sono state tutte ottenute usando il software GPU-Z, eseguendo per 15 minuti in loop i due giochi Hitman 2 e Metro: Exodus alla risoluzione di 4K: in questo modo le schede hanno operato al massimo delle loro potenzialità per un intervallo di tempo sufficientemente lungo da stabilizzare temperatura, consumi e frequenze con solo piccoli intervalli di un paio di secondi necessari per rieseguire in loop la scena di test. Nei grafici con Metro Exodus c’è un lieve scostamento temporale tra i run eseguiti con le due schede, per via del tempo di inizializzazione del benchmark che è stato leggermente diverso.

Partiamo dall’analisi dei consumi della GPU e della scheda nel suo complesso evidenziando due dinamiche ben distinte. Le schede video GeForce RTX 2080 e GeForce RTX 3080, con entrambi i giochi, mostrano un livello di consumo che è di fatto identico tra di loro. La superiore complessità della GPU della famiglia Ampere non porta a un impatto diretto sui consumi, grazie anche al processo produttivo passato da quello a 12 nanometri di TSMC al nuovo a 8 nanometri di Samsung.

Se invece andiamo a studiare il consumo complessivo della scheda notiamo come il confronto sia molto diverso: in questo caso la scheda GeForce RTX 3080 registra un consumo medio ben superiore, stabilizzandosi oltre i 310 Watt contro i circa 225 Watt della scheda GeForce RTX 2080. Del resto è sufficiente analizzare il board power indicato da Nvidia per queste schede per trovare conferma in quanto rilevato nei nostri test: il consumo aggiuntivo della nuova arrivata è frutto non della GPU quanto di tutto quello che è a contorno di quest’ultima tra memoria e circuiteria di alimentazione. Non dobbiamo in ogni caso dimenticare come un incremento del consumo della scheda di poco meno del 40%, questo il margine nel passaggio da 225W a 310W, abbia permesso di aumentare i frame al secondo medi alla risoluzione di 4K del 50%.

Una nota sui consumi in idle: per la GPU della GeForce RTX 3080 GPU-Z rileva un consumo minimo di circa 2 Watt. valore che sale a circa 4,5 watt per quella GeForce RTX 2080. Il consumo della scheda GeForce RTX 3080 in idle è di circa 6 Watt (il clock della memoria scende a 50 MHz e la GPU a 210 MHz), valore che sale a circa 14 Watt per la scheda GeForce RTX 2080: se a pieno carico la nuova arrivata ha un consumo più elevato, a fronte di prestazioni ben superiori, in idle il già contenuto consumo delle schede Turing viene ulteriormente contenuto grazie sia alla tecnologia produttiva a 8 nanometri sia alle ventole che rimangono completamente ferme in idle.

Le due schede mostrano un andamento della frequenza di clock della GPU molto simile: per entrambe il valore medio è superiore al dato di boost clock indicato da Nvidia nelle proprie specifiche tecniche. Con Hitman 2 abbiamo registrato una frequenza di clock media di 1849 MHz per la scheda GeForce RTX 2080 mentre per GeForce RTX 3080 il valore è stato pari a 1876 MHz. Nelle fasi iniziali del test la frequenza di clock di entrambe le schede si avvicina alla soglia di 2 GHz, per poi livellarsi sotto 1,9 GHz mantenendosi di fatto invariata, con oscillazioni solo marginali, nel corso di tutto il test.

I sistemi di raffreddamento implementati da Nvidia con le proprie due schede Founders Edition operano in modo brillante, come possiamo vedere dalla temperatura media della GPU mantenuta durante i test a pieno carico. Il chip GeForce RTX 3080 è quello con valori leggermente più elevati ma siamo attorno agli 80° quale picco, un dato assolutamente non problematico, senza picchi anomali per entrambi i titoli usati nel confronto.

Le misurazioni di rumorosità sono state eseguite usando un fonometro, rilevando il valore massimo in dB a 10cm di distanza dalla scheda, con un rumore dell’ambiente a PC spento pari a 37,5 dB. La GeForce RTX 3080 Founders Edition tiene ferme le ventole in idle, al contrario del modello GeForce RTX 2080 Founders Edition, pertanto registra la stessa rumorosità dell’ambiente di test. Sfruttando le schede con il gioco Hitman 2 in loop per 15 minuti abbiamo registrato valori di dB molto interessanti per la nuova RTX 3080, capace di una rumorosità leggermente inferiore a quella della scheda RTX 2080. Anche spingendo le ventole al 100% della sua velocità di rotazione (3800 e 3400 RPM circa), la nuova proposta fa registrare una rumorosità di funzionamento leggermente inferiore a quello della scheda RTX 2080 Founders Edition: in ogni caso si tratta di una situazione limite, che non viene raggiunta dalla scheda a meno di non fornire un ricambio d’aria inadeguato all’interno dello chassis.

Abbiamo scritto che il sistema di raffreddamento della RTX 3080 Founders Edition è praticamente un grande dissipatore unico e la cosa è confermata dal fatto che dopo diverse decine di minuti di test o gaming prolungato, estrarre la scheda dallo slot PCI Express ha rappresentato uno shock per le nostre dita, con alcune parti che arrivano a 70 °C e oltre. Ovviamente questo non è un problema per i giocatori, in quanto una volta installata la scheda non è necessario rimuoverla costantemente, se non in caso di problemi. Se dovesse mai capitare, aspettate che la scheda torni in idle per qualche minuto prima di rimuoverla.

Overclock

Abbiamo provato a overcloccare la RTX 3080 Founders Edition e siamo riusciti a portare il nostro sample a 1520 MHz / 1790 MHz per quanto riguarda la GPU (+80 MHz), mentre la memoria GDDR6X sale davvero tanto: siamo passati da 19 Gbps a 20,7 Gbps. Non abbiamo toccato la tensione, solo le frequenze, e abbiamo verificato le frequenze con molti loop consecutivi di Hitman 2, ma anche con run di Metro Exodus e Shadow of the Tomb Raider. Il guadagno in termini prestazionali dipende dal gioco con Metro che risponde bene salendo di circa 5 fps, Hitman 2 di 2-3 fps e Tomb Raider che invece rimane stabile o perde addirittura un 1 fps.

GeForce RTX 3080, foto con la termocamera

Abbiamo scattato qualche foto alla RTX 3080 sotto un carico gaming in loop sul nostro banchetto di prova con una termocamera FLIR, evidenziando proprio quello che spiegavamo in precedenza, ossia il ruolo attivo del dissipatore, nella sua interezza, nel raffreddamento della GPU e di tutto ciò che c’è sul PCB. Dovendola collegare e scollegare più volte, anche dopo lunghe sessioni di test, abbiamo toccato con mano la diffusione del calore sull’interezza del dissipatore e non è stata una bella sensazione. C’è da dire però che in genere, una volta installata in un PC gaming, una scheda video non viene quasi mai tolta, salvo in caso di problemi. A ogni modo, se dovete rimuoverla dal case dopo una lunga sessione di gioco è consigliabile aspettare che si raffreddi un attimo.

Conclusioni

La GeForce RTX 3080 Founders Edition sbarca ufficialmente sul mercato domani 17 settembre a un prezzo di 719 euro, decisamente inferiore a quello di una RTX 2080 Ti (1259 euro) e persino più contenuto degli 849 euro fissati da Nvidia al lancio della RTX 2080. La scheda è accompagnata da un bundle che comprende Watch Dogs: Legion per un periodo limitato e un abbonamento di 1 anno a GeForce NOW Founders. La GeForce RTX 3080 rappresenta un balzo avanti incredibile rispetto alla RTX 2080 e persino alla RTX 2080 Ti, quindi il rapporto prezzo-prestazioni tra la nuova scheda e la precedente generazione è ovviamente in favore della nuova proposta, e di molto.

Guardando alle prestazioni, come vedete nei grafici riassuntivi di seguito, nei giochi tradizionali che abbiamo usato la GeForce RTX 2080 riesce a offrire il 60% circa delle prestazioni di una RTX 3080 in 4K e la RTX 2080 Ti il 76%. Il secondo grafico prende invece la RTX 2080 come riferimento, e ci dice che la RTX 3080 è il 70% più veloce in 4K. La nuova scheda video Ampere ha un vantaggio palpabile rispetto alla top di gamma di precedente generazione e regna così incontrastata al vertice del settore, in attesa che la concorrenza risponda.

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Anche le prestazioni con il ray tracing e il DLSS attivati vedono la GeForce RTX 3080 FE nettamente in vantaggio sulla precedente gamma, ma è auspicabile che l’uscita dei nuovi titoli ottimizzati per sfruttare le novità degli RT core e dei Tensor core di Ampere amplino il gap nel prossimo futuro. In ogni caso, sono proprio queste prestazioni in più che consentono alla scheda di nuova generazione di permettere di giocatore in 4K ad alti fps con DLSS attivo. Il ruolo del DLSS è importante e Nvidia in questi due anni dalla sua introduzione l’ha migliorato arrivando a livelli tali persino da superare la qualità dell’immagine rispetto al rendering 4K standard con AA. Il grafico qui di seguito ci mostra che la RTX 2080 Ti offre poco più del 70% delle prestazioni della RTX 3080 nei titoli testati con RTX e DLSS attivi.

Questo secondo grafico invece prende a riferimento la RTX 2080 e mostra come la nuova arrivata offra dal 49% al 69% di prestazioni in più a seconda della risoluzione nei giochi con RTX e DLSS attivi.

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Passando ai consumi, la GeForce RTX 3080 non può essere definita una scheda parsimoniosa, ma d’altronde non è ciò che ci si deve attendere da una top di gamma. All’incremento del TGP a 320W corrisponde a un forte aumento delle prestazioni, e quindi in termini di efficienza non si può criticare il progetto di Nvidia, che ricordiamo necessita di un alimentatore da almeno 750W. Per quanto riguarda le temperature e la rumorosità, il nuovo sistema di raffreddamento è ben progettato e riesce a tenere a bada così tanta potenza: certo, non sarà facile estrarre subito la scheda dal PC dopo una lunga sessione di gioco a causa del calore del dissipatore, ma in genere chi monta una scheda video non la toglie quasi mai, salvo problemi. Da segnalare finalmente l’introduzione di un sistema 0dB anche sulle Founders Edition, una pecca delle precedenti soluzioni che mette in pari queste proposte con le proposte custom e riduce a zero la rumorosità in idle.

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Prestazioni da urlo, sistema di raffreddamento efficiente e nessuna concorrenza al momento, per giunta a un prezzo che fino a oggi non consentiva di acquistare la top di gamma del momento. Non c’è che dire, questa GeForce RTX 3080 apre una nuova era sia per il ray tracing che per il gaming in 4K ad alte prestazioni, e non dimentichiamo che in arrivo c’è la RTX 3090, che guarda già all’8K. Il gap tra le due è nuove soluzioni Ampere esiste, ed è per questo che qualora AMD dovesse rispondere a tono con le future Radeon RX 6000, Nvidia avrebbe margine per ribattere immediatamente. In attesa di vedere i passi della concorrenza, Nvidia mette a segno un altro colpo, senza se e senza ma: chi ha saltato la serie RTX 2000, con il senno di poi, ha fatto bene.



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