Per la salute della prostata uno stile di vita davvero sano fa la differenza

Per la salute della prostata uno stile di vita davvero sano fa la differenza

15 settembre 2020 – 19:39

Per il cibo non esistono divieti assoluti. La parola-chiave è «buon senso», che invita a seguire una dieta variegata, ricca in frutta, verdura, pesce e povera di grassi

di Vera Martinella

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Getty Images

Alimentazione, attività fisica, stili di vita. La salute maschile passa anche da qui. E poiché l’ingrossamento della ghiandola prostatica è un fatto naturale e inevitabile, sarebbe bene che tutti gli uomini seguissero pochi semplici regole che possono aiutarli almeno a ritardare e arginare la comparsa di problemi.

Idratazione adeguata ma poco alcol

«Fare regolarmente movimento e una manciata di buone abitudini quotidiane contribuiscono a migliorare i disturbi minzionali — sottolinea Walter Artibani, segretario generale della Società Italiana di Urologia -: è importante un’adeguata idratazione (due litri di acqua al giorno), così come evitare superalcolici e pranzi troppo abbondanti. Vino e birra sono ammessi con moderazione, così come gli aperitivi: gli eccessi, specie quelli con le bevande alcoliche, fanno sempre male. Ma se non si beve a sufficienza, aumenta la concentrazione delle urine che crea un habitat ideale per le infezioni batteriche. Un modo molto semplice per regolarsi è guardare il colore delle proprie urine: se sono giallo intenso o arancioni è segno che sono troppo concentrate e bisogna bere di più; se giallo paglierino o tendenti al bianco, invece, nessun problema, significa che stiamo assumendo la giusta dose di liquidi».

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A tavola

È meglio non esagerare nel consumo di tutto ciò che interferisce con gli equilibri ormonali e altera la diuresi. «Spezie piccanti (pepe, caffè, crostacei e alcolici sono considerati “afrodisiaci”, ma in realtà infiammano la ghiandola prostatica creando un artificiale impulso al coito — chiarisce Marco Carini, ordinario di Urologia all’Università degli Studi di Firenze e direttore dell’Urologia 1 all’Azienda ospedaliero universitaria Careggi —. Non fanno quindi bene, specie a chi già soffre di frequenti irritazioni nell’area. E a proposito d’infiammazione bisogna ricordare che intestino e prostata, per via della loro vicinanza anatomica, sono in grado d’influenzarsi reciprocamente in negativo quando uno dei due è “disturbato”. Stipsi cronica e diarrea possono infastidire la ghiandola, aggravando disturbi minzionali dovuti a prostatite e ipertrofia: conquistare una buona puntualità del proprio intestino è quindi una strategia assai utile».

Sbalzi di temperatura

Attenzione, poi, agli improvvisi passaggi caldo-freddo o viceversa. Per chi ha una forma ostruttiva di ipertrofia è utile schivare gli sbalzi di temperatura: soprattutto il raffreddamento improvviso dovuto all’aria condizionata può aggravare la situazione e provocare una ritenzione acuta d’urina con la necessità di ricorrere al catetere per disostruire l’area.

Fumo

Altro aspetto determinante e poco noto ai diretti interessati sono i problemi provocati dal tabacco nell’area genitale: il fumo può causare disfunzione erettile e impotenza nei maschi. «I danni ai vasi sanguigni causati dal fumo si ripercuotono anche sulla salute sulla capacità di erezione del pene, che è un organo molto vascolarizzato e che dipende per la sua funzionalità proprio da un corretto afflusso di sangue — spiega Artibani —: quando questo è ridotto, o la pressione è insufficiente, possono presentarsi problemi di disfunzione erettile. Nell’uomo, poi, il fumo riduce la qualità del liquido seminale: diversi studi hanno mostrato che le sostanze tossiche contenute nelle sigarette raggiungono lo sperma compromettendo la motilità degli spermatozoi e riducendo la loro capacità di fecondare l’ovocita femminile». Senza considerare che i prodotti di combustione della sigaretta vengono eliminati con le urine, facilitando l’insorgenza di tumori della vescica (che nel 70% dei casi riguardano tabagisti).

Attività sportiva

Veniamo al capitolo sport: «Praticare attività fisica regolarmente, anche solo una camminata di 30 minuti al giorno, è un toccasana — ricorda Carini —. Gli sport con prevalente movimento delle gambe (come corsa e nuoto) hanno effetto decongestionante. Solo, per i chi soffre di prostatite, meglio limitare la bici, che favorisce microtraumi perineali che possono accentuare l’infiammazione prostatica. Che gli uomini con ipertrofia, con difficoltà anche notevoli a urinare, non possano pedalare è una leggenda metropolitana. Solo è meglio usare la sella con il buco centrale e pantaloncini ad hoc (pelle di daino e protezione perineo) per chi fa attività prolungata, mentre in città va benissimo quella imbottita. Anche moto, equitazione e canottaggio sollecitano molto il pavimento pelvico e possono infiammare la prostata, per cui è consigliabile l’uso di equipaggiamenti specifici».

Attività sessuale

Non c’è alcuna controindicazione anche all’attività sessuale che non solo non è nociva, ma se praticata con regolarità e senza eccessi (quali coiti interrotti, ripetuti in breve tempo o eiaculazione volutamente ritardata a lungo) ha effetti benefici. L’astinenza prolungata, infatti, provoca il ristagno delle secrezioni nella ghiandola prostatica favorendone la congestione e quindi possibili infezioni e infiammazioni.

15 settembre 2020 (modifica il 15 settembre 2020 | 19:49)

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