Recensione NVIDIA GeForce RTX 3080, il 4K non sarà più un sogno! Video

Recensione NVIDIA GeForce RTX 3080, il 4K non sarà più un sogno! Video

“Il più grande salto generazionale di sempre”, così ha esordito il CEO di NVIDIA quando dalla sua cucina ha iniziato a parlare delle nuove GPU GeForce RTX della serie 30 e, snocciolando le sole caratteristiche tecniche delle schede grafiche, è davvero difficile dargli torto. Le GPU annunciate una decina di giorni fa integrano quanto di meglio è possibile reperire attualmente in termini di hardware ma anche di ottimizzazione software e intelligenza artificiale. Tutto questo con un prezzo di listino, per le versioni Founder’s Edition, estremamente allettante.

Si dice che NVIDIA abbia letteralmente ammazzato il mercato; sicuramente quello dell’usato, che ha visto un incredibile calo delle valutazioni delle vecchie Serie 20. Provate oggi a vendere una “vecchia” 2080 e vedrete le proposte di prezzo assurde che riceverete; ma questa è un’altra storia, quello che vogliamo fare oggi è verificare e quantificare questo salto generazionale. Per questo motivo abbiamo preso la nuova RTX 3080 e l’abbiamo messa a confronto con la nostra 2080 Ti, entrambe in versione Founder’s. Cosa ne è uscito? Scopriamolo insieme.

ANATOMIA DELLA SCHEDA

Prima di andare ad analizzare le tecnologie che si trovano dentro la nuova NVIDIA GeForce RTX 3080 e a confrontare quest’ultima con la meno recente, ma comunque ancora validissima, RTX 2080 Ti, voglio parlarvi un pochino di come si presenta esteticamente la scheda e di cosa troviamo all’interno della confezione di vendita.

Il packaging di questa nuova RTX 3080 è estremamente sobrio, come del resto siamo abituati a vedere quando abbiamo a che fare con le GPU in versione Founders. Sollevato il coperchio troviamo subito il nostro oggetto del desiderio, imponente nella sua livrea nera e grigio canna di fucile. S-T-U-P-E-N-D-A! Non ci sono altri aggettivi per descriverla. Il mio è un giudizio puramente soggettivo, è ovvio, ma non si può certo negare che il design di queste schede sia incredibilmente curato e anche, per quanto possibile, assolutamente pulito e sobrio.

La principale novità nella costruzione è data dallo scheletro unibody con snodo centrale a X che fa da alloggiamento a quello che potremmo definire come il corpo vero e proprio della scheda. Quest’ultimo, fatta eccezione per le ventole e per il piatto su cui è adagiato il PCB, è a tutti gli effetti un unico grande dissipatore lamellare utile a trasportare quanto più calore possibile al di fuori della scheda.

Le due ventole sono posizionate in modo da creare due flussi di aria che entrano escono parallelamente dai due lati della scheda in quello che viene definito come il nuovo sistema Dual-Axial Flow Through. Il risultato dovrebbe essere quello di una maggiore efficienza in termini di dissipazione e, conseguentemente, il raggiungimento di temperature comunque sempre nella norma. Sulla carta il nuovo sistema di areazione può arrivare a gestire fino a circa 90W in più della precedente soluzione.

A livello di dimensioni non ci si discosta molto dalla RTX 2080 Ti. La nuova 3080 rimane una soluzione a due slot ed è solo qualche mm più lunga se confrontata con il vecchio modello. Sicuramente particolare la scelta di adottare un nuovo connettore a 12 pin, decisamente più compatto del precedente 2×8. Al momento non troviamo ancora in commercio delle PSU che utilizzano questo connettore ma in confezione è presente un adattatore che permette di sdoppiare il 12 Pin in due classici connettori da 8.

Chiudiamo questa descrizione parlando di connettività. Il lato corto esterno di questa RTX 3080 ospita una uscita HDMI 2.1 e tre Display Port 1.4a. Come già evidenziato nella notizia del lancio ufficiale, grazie proprio alla HDMI 2.1 e al supporto al Codec AV1 queste schede serie 30 di NVIDIA permettono di gestire la risoluzione 8K HDR con un solo cavo, sfruttando la maggiore bandwith e l’ottimizzazione fornita dal Codec.

RTX 3080 VS RTX 2080TI SULLA CARTA

Considerando la GeForce RTX 3090 in un’altra fascia di mercato – sia per le dichiarazioni di NVIDIA che la pongono come successore della TITAN che per via del prezzo – GeForce RTX 3080 si presenta sul mercato consumer come la scheda da battere in questo 2020. I numeri forniti da NVIDIA in fase di presentazione lasciano poco spazio a dubbi: prestazioni doppie rispetto a GeForce RTX 2080 e fino al 30-40% superiori nei confronti di GeForce RTX 2080 Ti. Giusto ricordare questo aspetto perchè, almeno sulla carta, il confronto più corretto potrebbe sembrare quello tra RTX 3080 e RTX 2080 Super.

La nostra scelta è quindi frutto dei dati dichiarati dall’azienda nero/verde e del fatto che NVIDIA con l’architettura Ampere è riuscita ad ottimizzare in modo drastico le unità di elaborazione della GPU, migliorando allo stesso tempo l’efficienza (fino a 1,9 volte), aiutata ovviamente dal nuovo processo produttivo. Tutto ciò porta fondamentalmente ad un salto di prestazioni tale che questo confronto rischia comunque di essere impari e a netto favore della nuova 3080. Senza dimenticare che la RTX 2080 Ti resta comunque la top di gamma della serie 20 e RTX 3080 occupa attualmente la stessa posizione se guardiamo alla serie 30.

La serie NVIDIA GeForce RTX 30 e, in questo caso, la nostra GeForce RTX 3080 rappresentano la seconda generazione di GPU RTX di NVIDIA. Alla base di questi chip, costruiti con processo produttivo a 8nm Samsung (design custom), c’è la nuova architettura Ampere, in grado di offrire, da foglio specifiche, fino al doppio delle prestazioni rispetto alla precedente Turing.

Quando NVIDIA parla di prestazioni raddoppiate non si va molto lontano dalla realtà, anzi. Le GPU Ampere presentano un’unità SM (Streaming MultiProcessor) completamente rivista che è in grado di offrire un throughput doppio rispetto a Turing nelle operazioni FP32 (128 vs 64 operazioni per clock). Ma non solo, dobbiamo anche tenere in considerazione l’ottimizzazione della Cache di primo livello, che su Ampere aumenta del 33%, raddoppiando la larghezza di banda disponibile (oltre i 210GB/s).

Le novità architetturali delle GPU Ampere riguardano anche le unità RT Core (2a gen) e Tensor Core (3a gen), entrambe il doppio più veloci rispetto a quelli di precedente generazione, presenti sulle GPU Turing e quindi sulle GeForce RTX 20. Per questi motivi, correlati alle ottime specifiche tecniche, le GeForce RTX 30 dovrebbero finalmente permettere di godere al meglio del ray-tracing, mantenendo al tempo stesso prestazioni di alto livello e una buona efficienza energetica. NVIDIA stessa ha definito queste come le prime schede in grado di garantire una buona giocabilità in 4K con RTX attivo.

Le novità introdotte con la nuova serie 30 non finiscono qui e anche a livello di design e di costruzione abbiamo importanti miglioramenti rispetto alla generazione precedente. A partire dal nuovo sistema di dissipazione Dual-Axial, Flow Through Thermal Solution che consente di abbattere la rumorosità a fronte di una capacità di dissipazione praticamente raddoppiata. Da segnalare poi la neonata tecnologia RTX I/O che abbiamo esaminato nel nostro approfondimento.

Veniamo però al nostro confronto. Da un lato GeForce RTX 3080 che utilizza una GPU Ampere GA102 (GA102-200), chip da 8704 Cuda Core affiancato da 10GB di memoria GDDR6X da 19 Gbps su BUS a 320 bit. Dall’altro GeForce RTX 2080 Ti, fino a qualche settimana fa regina incontrastata del mercato delle schede grafiche.

La GPU in questo caso è una Turing TU102 (TU102-300A), chip costruito con tecnologia a 12nm TSMC ed equipaggiato con 4352 Cuda Core. Il quantitativo di memoria in questo caso è a favore della RTX 2080 Ti che monta 11GB GDDR6 14Gbps, decisamente più lenta delle GDDR6X ma allo stesso tempo dotati di un BUS a 352 bit.

Ed ecco qui sotto anche una tabellina che riassume le caratteristiche tecniche:

LE PRESTAZIONI: CHE SALTO!

Due rapide premesse prima di passare ai grafici dei test. Nella scelta dei giochi da testare abbiamo voluto mixare titoli recenti che supportano RTX e DLSS e giochi privi di queste tecnologie ma comunque molto diffusi. Tutti questi sono stati eseguiti in 1080p, 1440p, 4K e, dove possibile, in 4K con DLSS e RTX attivi.

CONFIGURAZIONE DI TEST:

  • Scheda madre: ASUS ROG STRIX Z490 A-Gaming
  • CPU: Intel Core i7 10700K
  • RAM: 2x8GB DDR4 Corsair Vegeance Pro a 3200MHz
  • Storage: 1x Corsair MP510 da 512GB (O.S.) + 1x Crucial P1 da 1TB (Dati)
  • Raffreddamento: NZXT Kraken x53
  • PSU: NZXT C850 (80+ GOLD)
  • Test Bench: DimasTech Easy V3

CALL OF DUTY MODERN WARFARE: MULTIPLAYER (Shoot House)

Il primo titolo a finire sotto le grinfie, o forse meglio dire le ventole, della nuova RTX 3080 è stato il noto sparatutto di Activision nella sua versione competitiva. Abbiamo deciso di testare il gioco in multiplayer con la mappa Shoot House per poter avere uno scenario il più simile possibile tra i diversi test. Il gioco era impostato con tutti i settaggi relativi alla qualità delle immagini al massimo ed è stato fatto girare in FullHD, 1440p, 4K e 4K con RTX attivo. Di seguito i risultati.

CONTROL

Da CoD a Control, uno dei titoli notoriamente più pesanti del momento. Anche qui la scelta è stata quella di testare tutte le risoluzioni alla massima qualità per quanto riguarda i dettagli grafici. Oltre che con rasterizzazione standard abbiamo eseguito il test in 4K anche con RTX e DLSS attivo, quest’ultimo in modalità Bilanciata. Sono infatti disponibili anche le impostazioni Qualità e Prestazioni che renderizzano rispettivamente ad una risoluzione più alta e più bassa rispetto alla modalità da noi utilizzata.

DEATH STRANDING

Non poteva mancare uno dei titoli più chiacchierati dell’anno, l’avventura del “corriere” di Hideo Kojima che nei momenti più concitati e ricchi di animazioni riesce a mettere in difficoltà anche l’hardware più potente. Gli scenari sono immensi e il lavoro della GPU non è per nulla semplice. Come sopra abbiamo testato le tre risoluzioni classiche con rendering 1:1 e successivamente il 4K con DLSS attivo nella sua modalità più impegnativa, ovvero quella che predilige la qualità sulle prestazioni.

RED DEAD REDEMPTION 2

Uno dei miei giochi preferiti in assoluto, una action-adventure sicuramente impegnativa dal punto di vista grafico. In questo specifico caso il gioco offre un benchmark interno che ben simula l’utilizzo con scene differenti per intensità e complicazioni. La decisione è quindi stata quella di utilizzare proprio quest’ultimo per analizzare le prestazioni delle due schede.

DOOM ETERNAL

Il sequel di DOOM è senza dubbio uno dei titoli più apprezzati degli ultim anni. Rispetto alla prima versione del 1993 i passi in avanti dal punto di vista grafico sono sicuramente notevoli ma non è comunque uno dei giochi più impegnativi sul mercato. Anche con schede video di fascia bassa si riesce a giocare a framerate molto alti senza troppi problemi e con le soluzioni più recenti potrebbe essere uno dei primi giochi con cui sarà possibile sfruttare i nuovi monitor FHD a 360Hz anche al massimo dettaglio.

MARVEL AVENGERS

In 4K con tutti i dettagli a livello massimo il nuovo gioco di Square Enix è una vera e propria goduria per gli occhi. Il gameplay è spesso spezzettato da sequenza scriptate che comunque non rendono più semplice il lavoro della GPU. In questo caso non sono disponibili RTX e DLSS e quindi il gioco è stato fatto girare solamente nelle tre risoluzioni standard: 1080p, 1440p e 4K.

FORTNITE RTX

E chiudiamo il cerchio con una delle novità più attese quando parliamo di RTX ovvero Fortnite. Nel corso dell’evento di lancio delle nuove schede grafiche NVIDIA è arrivato infatti l’annuncio della versione RTX del diffusissimo titolo multi giocatore di Epic Games. Abbiamo avuto la possibilità di accedere in anteprima ad una mappa speciale realizzata proprio per poter avere un assaggio di quella che sarà la qualità delle immagini una volta rilasciata la versione finale del gioco. Una mappa che si è rivelata molto più pesante del previsto e che in 4K con RTX attivo ha messo seriamente in crisi entrambe le schede.

Tirando le somme è semplice osservare come le aspettative siano state sostanzialmente rispettate. Praticamente in ogni situazione c’è un notevole incremento prestazionale: siamo spesso vicino al 30% di guadagno generazione su generazione, ma in alcuni casi si arriva anche ad avere un aumento nell’ordine del 50%. Sono assolutamente soddisfatto di questa scheda e del lavoro svolto da NVIDIA, almeno per quanto riguarda le prestazioni che sono assolutamente in linea con quando dichiarato dall’azienda. Varrà la stessa cosa anche per temperature d’esercizio e consumi? Direi di sì, ma vediamolo insieme.

TEMPERATURE E CONSUMI

Oltre ai test di cui sopra abbiamo analizzato il comportamento della scheda anche sotto stress sfruttando prima il software Furmark per caricare al 100% la GPU e successivamente il benchmark 3D Mark Time Spy nella versione Extreme per simulare un utilizzo in ambito gaming in 4K. Qui di seguito trovate i grafici relativi all’andamento delle frequenze, delle temperature e dei consumi sulle due schede in analisi.

Ho utilizzato il test Furmark per portare la GPU a pieno carico e per osservare quindi quanto consuma al massimo delle sue possibilità. Il test ha rilevato un valore massimo di 320W per la RTX 3080 e 260W per la 2080Ti. Considerando poi CPU, memorie e scheda madre direi che la PSU da 750W consigliata da NVIDIA è quasi il minimo indispensabile; se ne avete la possibilità puntate ad un 850 con una buona efficienza.

3D Mark Timespy Extreme è invece il test utilizzato per osservare il comportamento delle temperature. Come è possibile notare dal grafico l’andamento di queste ultime per le due schede in analisi è molto simile e si tratta sostanzialmente della stessa tendenza che abbiamo rilevato anche nei test di gioco reali.

Con sessioni molto lunghe e carico elevato si superano sempre i 70 gradi ma difficilmente si va oltre gli 80. Questo accade sull’una come sull’altra scheda, a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto dall’azienda nero-verde in fatto di ottimizzazione dell’hardware e miglioramento del sistema di dissipazione. In sostanza abbiamo la stessa temperatura ma con una scheda che è in grado di gestire tranquillamente 50W in più.

BROADCAST, REFLEX E STUDIO

Ok la potenza bruta e gli FPS ma le nuove schede NVIDIA giungono correlate da una serie di strumenti e tecnologie che permettono all’utente di sfruttarle al meglio in diversi ambiti. Non sarà questa la sede in cui andremo ad analizzare tuttI questi altri fattori, probabilmente dedicheremo loro degli approfondimenti a parte, ma è giusto comunque citarle e spiegare a cosa servono per comprendere meglio il lavoro che c’è alle spalle di un lancio di questo tipo.

Partiamo quindi da NVIDIA Broadcast, un nuovo software a corredo delle schede RTX, non solo della serie 30, che ha l’obiettivo di ampliare le funzioni e migliorare le videoconferenze e lo streaming. Un software di ottimizzazione quindi, che è in grado di migliorare i flussi audio e video di webcam e microfoni per avvicinare il più possibile l’esperienza di trasmissione a quella di uno studio professionale. Il sistema interviene con strumenti come la cancellazione del rumore o l’applicazione di uno sfondo virtuale per migliorare le videochiamate o lo streaming di contenuti.

A questo si aggiunge Reflex che più che un software è una suite di tecnologie che misura e ottimizza la latenza del sistema per permettere all’utente di ottenere un’esperienza di gioco molto più reattiva. Due sono i componenti fondamentali che vi permetteranno di sfruttare Reflex al 100%: il primo elemento è NVIDIA Reflex Low Latency Mode, uno strumento attivabile nelle impostazioni di alcuni giochi che è in grado, da solo, di ridurre la latenza fino al 50%; per ottenere il massimo dell’esperienza sarà poi necessario affiancare al Low Latency Mode l’NVIDIA Latency Analizer. Inserita all’interno dei monitor di nuova generazione, questa tecnologia misura il tempo intercorso tra il click e il cambiamento dei pixel e ottimizza la velocità di reazione per abbassare ulteriormente questo ritardo.

Latency Analizer sarà inserito nei nuovi monitor gaming a 360 Hz dotati di NVIDIA G-Sync, i primi dei quali arriveranno in primavera, e sarà supportato dalle principali periferiche di gioco. La tecnologia arriverà sui driver GameReady di settembre; i primi titoli compatibili saranno, tra gli altri, Valorant e Destiny.

E infine, ultimo ma non per importanza, il programma NVIDA Studio, a cui abbiamo dedicato un approfondimento qualche tempo fa. Così come le schede di precedente generazione anche le nuove Serie 30 sono compatibili con il programma NVIDIA Studio e con tutti gli elementi che lo compongono; dai driver dedicati ai software largamente ottimizzati. Lo scopo è ovviamente quello di rendere il processo produttivo più fluido e veloce riducendo quanto più possibile la distanza temporale tra idea e realizzazione.

CONSIDERAZIONI FINALI

Ed eccoci al momento di tirare le conclusioni e come sempre parto dal prezzo. La nuova NVIDIA GeForce RTX 3080 nelle versione Founder’s Edition da noi provata costa 719 euro che è un prezzo sensibilmente inferiore agli oltre 1200 euro che caratterizzarono il lancio della 2080 Ti. Un prezzo certamente aggressivo e che, a causa delle ottime prestazioni della nuova scheda, mette in seria difficoltà anche coloro che hanno acquistato di recente una RTX Serie 20 top di gamma.

Jensen Huang aveva probabilmente ragione, stiamo assistendo al più grande salto generazionale di sempre e i numeri sviscerati qui ne sono la testimonianza tangibile. Prestazioni migliori fino a oltre il 50% e temperature allineate alla precedente generazione anche a fronte di consumi decisamente superiori. Insomma, questa RTX 3080 è un vero e proprio mostriciattolo di potenza, una scheggia anche paragonata ad una scheda che, tecnicamente, apparterrebbe ad una fascia superiore come la 2080 Ti.

Rinnovare o non rinnovare? Qualcuno direbbe che questo è il problema ma in realtà, se ne avete le possibilità dal punto di vista economico, qui non c’è nemmeno da pensarci: la risposta è assolutamente sì. Con queste schede, di fatto, il 4K 60 fps “maxato” è ormai lo standard e i 1440p a 144Hz sono alla portata di quasi tutti.

Se consideriamo la fascia mainstream del mercato (la 3090 è considerata dalla stessa NVIDIA una scheda enthusiast) siamo certamente di fronte alla migliore scheda grafica prodotta ad oggi e, forse per la prima volta, il prezzo non è assolutamente folle. Vi è venuta l’acquolina? A me sì!

VIDEO

[embedded content]


Fonte originale: Leggi ora la fonte

giornalissimo-redazione