Red Hat: il cloud edge di domani parte dal cloud ibrido di oggi

Martin Percival, solutions architect manager di Red Hat, ci parla di come il cloud ibrido che le aziende stanno impiegando oggi sarà alla base dell’evoluzione futura in chiave di edge computing: il cambiamento che questo porterà sarà non solo tecnologico, ma anche culturale, e le aziende che sono già abituate a trattare con piattaforme IT eterogenee e distribuite avranno maggiore facilità a cogliere i vantaggi dell’edge computing e a raccogliere i frutti che questo porterà.

I grassetti non erano nell’originale.

Il cloud ibrido mette le aziende sulla strada del cloud edge

Martin Percival

Martin Percival

Si parla molto di edge computing, e a ragione. Gartner stima che entro i prossimi due anni oltre il 50% dei dati aziendali sarà creato ed elaborato alla periferia della rete. Tuttavia, quando lo si analizza, si tratta essenzialmente di un’infrastruttura cloud localizzata che può essere inviata in un luogo specifico, per supportare un caso d’uso particolare. Il che posiziona le aziende che dispongono di una strategia di cloud ibrido già in pole position per iniziare a muoversi verso l’edge. O meglio, il “cloud edge”, che è il termine più preciso. Se questa strategia si basa su un framework aperto, allora è ancora meglio, perché dà loro la libertà di selezionare le migliori risorse di terze parti disponibili per sostenere la loro proposta di cloud edge.

I CIO e i CTO aziendali hanno già abbastanza da fare senza dover aggiungere un ulteriore livello di sofisticazione allo stack IT al fine di supportare il cloud edge computing. Nonostante ciò, molte aziende si stanno preparando per il trasferimento. Tuttavia, in assenza di un modello standard di cloud edge computing, le grandi imprese sono alla ricerca di un aiuto per orientarsi nella giusta direzione.

Raggiungere l’edge

Cominciamo col vedere quali sono i settori si prevede adottino il cloud edge e perché. Il manifatturiero, l’industria automobilistica, il commercio al dettaglio e la sanità saranno tra i primi a muoversi. Avere la capacità di fornire applicazioni e servizi con latenza ultra-bassa è fondamentale per le aziende con catene di fornitura fisica, linee di produzione e la necessità di impiegare decine di migliaia (alla fine milioni) di sensori e dispositivi collegati. L’edge computing offre il meccanismo necessario per elaborare i dati il più vicino possibile all’utente finale. Questo ha ovvie applicazioni per l’industria pesante e i trasporti, ma poiché il numero di sensori e dispositivi collegati è destinato a crescere in modo esponenziale, il cloud edge diventerà presto parte integrante di ogni rete IT e cloud.

Il cloud edge non è uno spazio fisso; è di natura irregolare, ha flussi e riflussi basati su diversi casi d’uso, scenari e picchi di domanda. Come tale deve essere robusto, scalabile e intelligente. Deve anche essere efficiente. Se il cloud edge deve diventare un asset strategico, allora deve essere integrato con l’infrastruttura cloud esistente di un’organizzazione. Non deve basarsi su una soluzione a sé stante.
Questo è uno dei motivi principali per cui le aziende che stanno già gestendo più ambienti, basati su una strategia cloud ibrida, sono nella posizione ideale per avere successo.

Un’architettura cloud distribuita consente alle aziende di estendere le loro capacità verso il cloud edge. Possono farlo in modo graduale, testando la resilienza e l’affidabilità della loro nuova funzione cloud edge lungo il percorso. Questo approccio si basa su un modello unificato che permette alle aziende di creare applicazioni ed eseguirle ovunque nell’infrastruttura cloud distribuita. Utilizzando un sistema centralizzato, i gruppi di sviluppo e di gestione dell’IT possono lanciare nuove applicazioni e quindi distribuirle in qualsiasi luogo virtuale o geografico.

L’effetto container

L’intero processo è favorito dall’utilizzo dei container. Senza di essi sarebbe quasi impossibile ottenere la scala e la portata associate al cloud edge computing. I container sono più piccoli e molto più agili delle macchine virtuali. Sarebbe possibile inserire decine di contenitori in spazi che potrebbero ospitare solo una o due macchine virtuali. I container forniscono anche un livello di astrazione condiviso. Possono operare ovunque all’interno di un’infrastruttura cloud distribuita; possono fluttuare tra punti diversi ma sono in grado di fornire funzionalità specifiche ai margini del cloud. Questo modello flessibile consentirà alle aziende di scalare nel tempo le loro capacità nell’edge per gestire un numero maggiore di sensori e dispositivi, accogliendo allo stesso tempo nuovi casi d’uso.

Un’architettura basata su container facilita anche la creazione di un sistema di gestione integrato e centralizzato che permette alle aziende di orchestrare, fornire e rendere sicure le applicazioni. Disporre di questo modello unificato significa che le aziende avranno una visibilità completa su tutte le loro proprietà nel cloud edge. Questa dovrebbe essere un’estensione naturale di un’infrastruttura IT e cloud aziendale. Sarà più efficace se si baserà sul progetto di un piano esistente al fine di condividere protocolli, sistemi, dati e intelligence che sono intrinseci all’intera rete.

L’edge

Ulteriori vantaggi includono la possibilità di integrare il cloud edge con i sistemi aziendali centrali e gli strumenti di analisi dei dati. Nel caso del provisioning e della gestione di enormi volumi di connessioni, i team di sviluppo e di operation saranno in grado di eseguire test prima di rilasciare le applicazioni basate su container su una vasta rete di dispositivi. Più intelligente è il cloud edge, meglio è, in quanto consentirà di individuare guasti o anomalie. I team vorranno ridurre al minimo i rischi per via della natura mission critical delle applicazioni e dei servizi supportati dal margine del cloud.

Sarebbe prudente che le imprese fossero in grado di identificare i problemi prima che esplodano. Con un insight engine sarà possibile raccogliere e analizzare continuamente i dati che vengono estratti da tutte le proprietà edge distribuite. Utilizzando un processo di intelligenza artificiale e di machine learning i dati confluiranno in analisi predittive in grado di registrare attività insolite e di agire di conseguenza, notificando i canali corretti.

Il framework aperto

Da un punto di vista culturale, assumersi la responsabilità della migrazione verso il cloud edge aiuta le aziende a migliorare e conservare la loro proprietà intellettuale. Gli sviluppatori, i team IT e di network operation che sono già immersi nel cloud ibrido verranno distribuiti per aiutare l’azienda a realizzare le sue ambizioni di cloud edge. Le lezioni che impareranno lungo il percorso e le conoscenze acquisite rimarranno all’interno dell’azienda, fornendo il modello e il progetto per il cloud edge. Diventeranno dei pionieri e il loro lavoro attirerà altri sviluppatori che forse non avevano considerato una carriera in una particolare azienda fino a quando questa non ha iniziato a dimostrare le sue credenziali di “nativa del cloud”.

Avere un framework aperto per lo sviluppo di una proposta cloud edge porta diversi benefici, non ultima la capacità di garantire una transizione graduale e metodica verso l’edge. Inoltre, consente agli sviluppatori di partecipare a progetti open source per accelerare l’innovazione in quello che è ancora uno spazio nascente. L’aspetto cruciale è che offre alle aziende la libertà di collaborare con qualsiasi terza parte, da qualunque punto dello stack IT, che le aiuterà a sviluppare una soluzione cloud edge completa. Possono collaborare con il giusto fornitore di servizi di comunicazioni per supportare qualsiasi funzionalità 5G, o connettersi con qualsiasi numero di fornitori cloud. Non sono legate a un vendor o a una tecnologia specifici, quindi possono sviluppare una roadmap del cloud edge veramente loro.

Verso il futuro

Il cloud edge è già tra di noi, ma le aziende hanno solo iniziato a grattare la superficie. Ad oggi, la maggior parte dei casi d’uso che rientrano nella categoria “cloud edge” sta favorendo le soluzioni IoT, ma il cooud edge ha il potenziale per offrire molto di più. Ha applicazioni per le aziende di servizi finanziari a supporto del trading, applicazioni per la realtà virtuale, media e intrattenimento e per il cloud gaming. Gli sviluppatori hanno una piattaforma e un ambiente completamente nuovi da utilizzare, capaci di sviluppare applicazioni e servizi basati su un’infrastruttura fluida e in continua evoluzione. Il cloud edge supporterà nuovi modelli di business, creerà nuove categorie e nuove economie di scala. Le aziende devono prenderne atto.



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