Sul Corriere Salute: tutte le strategie per combattere l’artrosi

Sul Corriere Salute: tutte le strategie per combattere l’artrosi

15 settembre 2020 – 18:58

Con il passare del tempo i «cuscinetti» tra le ossa si usurano e così i movimenti diventano dolorosi. Un processo che però si può rallentare. Se ne parla nell’inserto in edicola giovedì, gratis col «Corriere della Sera»

di Elena Meli

Sul Corriere Salute: tutte le strategie per combattere l'artrosiSul Corriere Salute: tutte le strategie per combattere l'artrosi

Pubblichiamo in anteprima parte di un articolo del nuovo «Corriere Salute». Potete leggere il testo integrale sul numero in edicola gratis giovedì 17 settembre oppure in Pdf sulla Digital Edition del «Corriere della Sera».

Riavvolgere il nastro, tornare indietro a quando, più giovani, muoversi non era un problema e non c’era alcun impaccio o dolore alle articolazioni. È il sogno di chi soffre di artrosi e, secondo primi dati raccolti da esperimenti sugli animali, forse in futuro potrebbe avverarsi: uno studio pubblicato di recente su Protein & Cell da ricercatori del californiano Salk Institute for Biological Studies di La Jolla dimostra infatti che due proteine prodotte nel nostro corpo (alfa-KLOTHO e il recettore per TGF-beta) e coinvolte nella sintesi della cartilagine, se iniettate nelle articolazioni con artrosi riescono a riparare i danni dovuti alla malattia.

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Il cuscinetto di cartilagine

Fra le ossa che si «incontrano» in ogni articolazione del corpo c’è infatti una sorta di cuscinetto cartilagineo che serve ad ammortizzare gli attriti fra di esse: l’artrosi è la conseguenza dell’usura di questo cuscinetto che, stando ai risultati dello studio californiano, potrebbe però tornare normale grazie alle due proteine, che oltre a far regredire l’artrosi pare riescano pure a evitare che la malattia si ripresenti. I risultati sono stati ottenuti sui topi e, sebbene siano stati confermati su cellule di cartilagine umana in coltura, serviranno però molte verifiche prima di utilizzare questo approccio in clinica.

La prevenzione

Nel frattempo bisogna puntare alla prevenzione, visto che oggi non esiste modo di risolvere l’artrosi una volta che si sia sviluppata. Questa patologia, che complica le giornate di milioni di italiani ed è tra le condizioni croniche più diffuse, è il risultato di alterazioni meccaniche a cui concorrono numerosi fattori, come spiega Antonio Marchetta, direttore del Servizio di reumatologia dell’Irccs Ospedale Sacro Cuore di Negrar di Valpolicella (Vr) e consigliere nazionale del Collegio Reumatologi Italiani (CReI): «Non c’è una sola causa dell’osteoartrosi, molti elementi contribuiscono ad alterare l’equilibrio delle articolazioni. Si tratta di una patologia meccanico-degenerativa e quindi tutto ciò che altera il carico sulle articolazioni può far male, primo fra tutti il peso in eccesso: il sovraccarico ponderale porta a una maggior sollecitazione della cartilagine, che pian piano si assottiglia. Anche i traumi hanno effetti negativi, così come le sollecitazioni meccaniche legate ad attività lavorative in cui si passa tanto tempo in piedi, si sollevano pesi, si sta molto in ginocchio, come nel caso di muratori o pavimentisti; altrettanto rischiosi alcuni sport in cui c’è un’alta probabilità di traumi e un’esasperazione della prestazione fisica, come il calcio».

Potete continuare a leggere l’articolo sul Corriere Salute in edicola gratis giovedì 17 settembre oppure in Pdf sulla Digital Edition del Corriere della Sera.

15 settembre 2020 (modifica il 15 settembre 2020 | 19:50)

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