Test obbligatori per entrare sull’Isola, il governo impugna l’ordinanza della Sardegna

Test obbligatori per entrare sull’Isola, il governo impugna l’ordinanza della Sardegna

Gli annunci sono diventati realtà e in un solo giorno due ordinanze regionali sono impugnate dal governo. All’Esecutivo non erano piaciute né la “disobbedienza” del Piemonte che ha imposto l‘obbligo di misurare la temperatura a scuola a tutti gli alunni anziché a casa, sia la stretta della Sardegna che prevede test obbligatori per i passeggeri in entrata che non si siano presentati all’imbarco con una certificazione di negatività al Covid-19.

Più recente il caso sardo. L’Avvocatura dello Stato ha depositato l’atto di impugnazione dell’ordinanza del presidente della Regione Christian Solinas. Il mancato rispetto dell’articolo 16 sulla libera circolazione delle persone è la ragione fondamentale del ricorso depositato al Tar della Sardegna.

L’istruttoria sull’ordinanza era stata aperta subito dopo la pubblicazione dal ministro degli Affari regionali Francesco Boccia che ha lavorato sull’approfondimento giuridico con il ministro della Salute Roberto Speranza e l’Avvocatura dello Stato. Presumibilmente, nel ricorso depositato nel tardo pomeriggio al Tar della Sardegna, c’è anche una richiesta di sospensiva. Ora il presidente del Tribunale amministrativo deciderà se discuterla nella prossima camera di consiglio o se procedere subito, dunque entro poche ore. L’impugnazione era attesa già ieri, nel primo giorno di efficacia dell’ordinanza che ha provocato il caos negli scali sardi con passeggeri disorientati e società di gestione alle prese con una norma definita “un enigma”.

L’altra diatriba, con Alberto Cirio, risale a ormai quasi una settimana fa. Contro il governatore piemontese si erano mossi prima l’Ufficio scolastico regionale, parlando di ordinanza “tardiva e impropria”, poi la ministra Lucia Azzolina, minacciando l’impugnativa, sulla quale si stava ragionando. E se nulla era accaduto in tempo per l’avvio della scuola, al secondo giorno il governo si è effettivamente mosso tramite i ministeri dell’Istruzione e della Salute, impugnando l’ordinanza.

Immediata la risposta di Cirio che in una nota spiega come, fino a quando il Tar non si sarà pronunciato sulla sospensiva, l’ordinanza regionale rimarrà operativa. Il governatore del Piemonte difende la sua scelta, spiegando che “siamo convinti sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione, tra le quali c’è quella di tutelare la salute dei suoi cittadini”. Il presidente aggiunge che le scuole piemontesi stanno già applicando l’ordinanza senza particolare difficoltà, come evidenziato dall’avvio dell’anno scolastico. La Regione Piemonte ha incaricato il professor Barosio di rappresentarla davanti al Tar e ha scritto al Tribunale amministrativo regionale chiedendo di poter esporre le ragioni di una ordinanza che avrebbe il solo fine di tutelare la salute di alunni, personale scolastico e delle loro famiglie. Cirio sottolinea inoltre di essere convinto che la Regione sia nel giusto, perché l’ordinanza aumenta il livello di sicurezza per i cittadini e non introduce modifiche su quanto previsto dallo Stato,  ma solo un meccanismo di controllo di quanto proprio lo Stato ha disposto per legge.

A Cirio è arrivata la solidarietà da parte della vicepresidente del gruppo Forza Italia al Senato, Licia Ronzulli, che definisce la decisione di Azzolina “semplicemente assurda” e la accusa di perdere tempo “in liti temerarie contro chi, come il governatore Cirio, sta cercando di garantire la massima sicurezza sanitaria degli studenti e di tutto il personale scolastico, adottando soluzioni logiche”. 



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