Ue, esce ‘La Cible’ di Gozi: “Io obiettivo di attacchi populisti e nazionalisti” 

Ue, esce ‘La Cible’ di Gozi: “Io obiettivo di attacchi populisti e nazionalisti” 
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Ue, esce 'La Cible' di Gozi: Io obiettivo di attacchi populisti e nazionalisti

(Foto Fotogramma)

Si intitola ‘La Cible’, in italiano ‘Il Bersaglio’ il nuovo di Sandro Gozi che esce oggi in Francia, edito da Saint Simon. E il ‘bersaglio’ è proprio lo stesso Gozi per le sue scelte che lo hanno portato ad diventare “obiettivo attacchi populisti e nazionalisti”. Spiega l’eurodeputato: “Non avrei mai pensato di diventare un obiettivo continentale, eppure è quello che è successo nello spazio di un anno e mezzo, da quando cioè ho annunciato la mia intenzione di candidarmi al Parlamento europeo nella lista Renaissance, promossa da En Marche e dal presidente Emmanuel Macron. Una lista transnazionale in cui cittadini europei di nazionalità non francese si affiancavano ad altri cittadini europei di nazionalità francese per portare avanti un nuovo progetto europeo”.

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Nel libro, che arriverà nelle librerie italiane alla fine di novembre 2020 (Editoriale Scientifica Napoli), l’eurodeputato italiano racconta il percorso che lo ha portato alla candidatura transnazionale e gli attacchi subiti in Italia e in Europa a seguito di questa scelta scelta: “La rifarei altre mille volte – afferma Gozi -, perché abbiamo aperto una breccia nella politica europea, stiamo costruendo una rete tra donne e uomini di Paesi diversi che condividono gli stessi obiettivi”.

“E perché sono convinto che senza una politica transnazionale non avremo mai una vera democrazia europea e che dobbiamo avere il coraggio di abbattere i vecchi muri e lo status quo per rafforzare la nostra Unione e costruire un’Europa diversa, potenza sovrana e democratica, capace di affrontare le nuove sfide che la storia ci pone davanti”.

In ‘La Cible’ Gozi parla anche degli attacchi ricevuti dopo il suo ingresso nel gabinetto dell’ex premier francese, Édouard Philippe, nel luglio 2019: “In Italia, per alcuni, ero diventato un traditore della patria. Il ministro Di Maio, che allora incontrava i gilet gialli, lanciò persino l’idea di ritirare la mia nazionalità italiana. Ero il nemico di nazionalisti e populisti, di chi voleva distruggere l’Europa. E purtroppo, anche tra chi dovrebbe difenderla, alcuni non hanno ancora colto il vero significato di cittadinanza europea”.

“La mia esperienza è soltanto un esempio dei grandi ostacoli da affrontare per costruire un’Unione all’altezza delle sue ambizioni. La cooperazione, le competenze, le informazioni e le risorse comuni sono essenziali, come ha dimostrato la crisi dovuta al Coronavirus che si è imposta all’Ue come un ultimatum. L’Europa troppo spesso si è trovata intrappolata in un trittico mortale: nazionalismo, immobilità, miopia. Come europei dobbiamo reinventarci e voltare pagina. Ed essere pronti anche a pagare un prezzo per questo”.

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