Usa, maxi attacco hacker: incriminati 5 cittadini cinesi

Usa, maxi attacco hacker: incriminati 5 cittadini cinesi

Cinque cittadini cinesi con presunti legami ai servizi segreti di Pechino sono stati incriminati dal Dipartimento di Giustizia americano di hackeraggio informatico per aver attaccato oltre 100 aziende, negli Stati Uniti e all’estero.

Secondo quanto scrive l’agenzia di stampa Reuters, si tratterebbe di società di sviluppo di software, produttori di computer, fornitori di telecomunicazioni, società di social media, società di videogiochi, organizzazioni senza scopo di lucro, università, gruppi di riflessione nonché governi stranieri e politici e attivisti pro-democrazia a Hong Kong.

L’operazione – nota da tempo agli esperti di sicurezza digitale – non era coordinata dal governo di Pechino, ma uno degli hacker si sarebbe vantato del fatto di essere “protetto” dai servizi di sicurezza di Pechino, stando a quanto riferisce il dipartimento. “Alcuni di questi soggetti criminali credevano che il loro legame con la Repubblica popolare cinese concedesse loro una licenza per effettuare attacchi hacker e commettere furti in tutto il mondo”, ha dichiarato il procuratore distrettuale ad interim degli Stati Uniti Michael Sherwin. Lo riporta l’Afp

Nell’operazione sono stati arrestati anche due uomini malesi, presumibilmente legati agli hacker cinesi. Si tratta di Wong Onghua, 46 anni, e Ling Yang Ching, 32 anni: secondo il governo, avrebbero tratto profitto dalle intrusioni informatiche mirate alle società di videogiochi negli Stati Uniti, in Francia, Giappone, Singapore e Corea del Sud.



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