Via degli Dei, dal cuore di Bologna a quello di Firenze

Via degli Dei, dal cuore di Bologna a quello di Firenze

Ecco i numeri principali della Via degli Dei: 120 km la lunghezza cammino, due regioni, due province, tre piccoli Comuni (su 14 totali), un parco. I beni culturali presenti sono 208, 23 tipicità, 2.274 strutture ricettive, 82.226 imprese, 8.093 associazioni. Il Cammino si sviluppa su 390,9 km quadrati e tocca una popolazione di 13.985 abitanti (su complessivi 919.328).

Il cammino, con i suoi 120 km, attraversa Emilia-Romagna e Toscana, congiungendo le città di Bologna e Firenze. Bologna e Firenze custodiscono un’enorme fetta del patrimonio storico-culturale italiano. Per di più sono unite geograficamente da un cammino, la Via degli Dei: un percorso lungo 120 km che tocca 14 centri abitati (di cui 3 piccoli comuni).

La Via degli Dei è una strada molto antica, veniva utilizzata già nel VII secolo a.C. per collegare Fiesole (città in provincia di Firenze cantata da Carducci in un componimento delle Rime Nuove) e Felsina (nome etrusco di Bologna). Nel 187 a.C. i Romani costruirono in corrispondenza di questo tracciato una strada attraverso gli Appennini denominata Flaminia Militare. Il nome attuale del cammino proviene invece da alcune località che attraversa, come Monte Venere e Monzuno (Mons Iovis, ovvero Monte di Giove), i cui appellativi derivano dalle divinità della mitologia classica.

Il punto di partenza (o di arrivo) della Via degli Dei è Piazza Maggiore a Bologna, dalla quale si percorre il portico più lungo del mondo (composto da 666 archi, conta quasi 3800 metri), che conduce al Santuario della beata Vergine di San Luca. Si raggiunge poi l’opera idraulica in muratura più antica d’Europa ancora in funzione, ovvero la chiusa di Casalecchio. Stendhal rimase molto colpito da questo luogo, e il 17 gennaio 1817 appuntò: “Vado quasi ogni mattina a Casalecchio, passeggiata pittoresca alle cascate del Reno”.

Attraversata l’Oasi di San Gherardo, ecco apparire Monte Adone. Qui, oltre a vedere un bellissimo panorama, può capitare di sentire il ruggito di un leone o l’urlo delle scimmie, data la vicinanza con il Centro tutela e ricerca fauna esotica e selvatica. Nella Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico invece è possibile trovare fossili e conchiglie, siccome questo luogo era bagnato dal mare circa 5-2 milioni di anni fa. Madonna dei Fornelli, frazione del piccolo comune di San Benedetto Val di Sambro, è una delle tappe più amate dai turisti che attraversano la Via degli Dei. Arrivati a Firenzuola, valicato il confine tra Emilia-Romagna e Toscana, si incontra il cimitero della Futa: con la sua particolare forma a spirale, è il più grande cimitero tedesco italiano (custodisce oltre 30.000 salme).

Nel museo di Sant’Agata Mugello c’è una meravigliosa mostra con personaggi in movimento realizzati a immagine e somiglianza dei reali abitanti del paese, immortalando così vita, costumi e abitudini delle generazioni precedenti. Nel vicino sito archeologico di Montaccianico sorgeva un castello divenuto talmente importante per la famiglia degli Ubaldini che fu distrutto dalla repubblica fiorentina con damnatio memoriae e divieto di costruire in quell’area. Dante ci soggiornò nel 1302.

Di maggiore fortuna invece il Castello del Trebbio: costruito da Cosimo de’ Medici, ha ospitato personaggi illustri come Lorenzo il Magnifico e Amerigo Vespucci. Quasi a destinazione, si arriva a Fiesole. Dal Monte Ceceri si gode di un’incredibile veduta di Firenze. Pare che Annibale sia passato proprio qui durante la sua marcia su Roma.

Dal colle fiesolano inoltre, nel 1506, è riuscito il primo esperimento di volo umano della storia: Leonardo da Vinci collaudò la sua macchina del Volo con alla guida Tommaso Masini. Si dice che il veicolo planò per oltre mille metri. La Via degli Dei termina a Firenze, nella Piazza del Duomo, al cospetto di opere inestimabili come la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, la Cupola di Brunelleschi (la più grande cupola in muratura mai costruita), il Campanile di Giotto e il Battistero di San Giovanni.
 

Questo contributo fa parte della rubrica Cammini d’Italia, parte del rapporto Piccoli Comuni e Cammini d’Italia, realizzato da Fondazione Symbola e Fondazione IFEL. Progetto grafico a cura di Bianco Tangerine
 

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