Visco: una grande banca pubblica non serve. Fondi Ue per infrastrutture e Pa efficiente

Visco: una grande banca pubblica non serve. Fondi Ue per infrastrutture e Pa efficiente

L’Italia potrebbe chiudere il 2020 con una perdita di pil di poco inferiore al 10% , quindi meglio delle attese iniziali, ma bisogna stare attenti ai fallimenti che ne deriveranno, e ai conseguenti crediti deteriorati. È il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, a dare le nuove stime, meno drammatiche, sulla situazione italiana ma anche a richiamare le banche ai loro doveri: «Nel complesso, anche grazie alle misure di stimolo della domanda, monetarie e di bilancio, il rafforzamento della congiuntura nel trimestre in corso potrebbe essere lievemente migliore di quanto delineato in luglio nello scenario di base delle nostre previsioni», ha detto il Governatore intervenendo mercoledì mattina al Comitato esecutivo dell’Abi. «Al momento, gli andamenti che stiamo osservando restano a grandi linee coerenti con il risultato per l’anno prefigurato in quello scenario: una caduta del Pil di poco inferiore al 10%, con una successiva, molto graduale, ripresa». Tuttavia «le conseguenze della gravissima crisi globale causata dalla diffusione del nuovo coronavirus sono ancora molto difficili da valutare. La portata di questo evento senza precedenti nella storia recente è evidente nei costi che tuttora produce in termini di vite umane, di relazioni sociali, di risultati economici».

Le nuove norme europee sui crediti deteriorati

Il tema caldo è quello dei crediti deteriorati: come trattare nei bilanci delle banche le prossime perdite, in particolare quelle derivanti dalle moratorie sui prestiti, oggi superiori a 300 miliardi di euro. Visco è netto: è necessario che le banche usino con attenzione la «flessibilità» sui crediti deteriorati prevista dalle norme ma «senza rinviare l’emersione di perdite altamente probabili» e si continuino a preservare adeguati livelli di patrimonializzazione. Capisco le criticità evidenziate dal presidente Patuelli (dell’Abi, ndr) e da altri» ma «non si può rinviare. Su questo fronte, per assorbire le perdite sui prestiti sarà probabilmente necessario utilizzare almeno parte del capitale in eccesso rispetto ai requisiti minimi. E le autorità di vigilanza questo lo sanno».


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